Papa Francesco ad Assisi: la mondanità uccide la Chiesa. Il Poverello esempio per tutti

di | 4 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Papa Francesco ad Assisi: la mondanità uccide la Chiesa. Il Poverello esempio per tutti

papa-francesco“Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide”. Questo l’augurio che il Santo Padre ha rivolto all’Italia di cui san Francesco d’Assisi è patrono, concludendo la sua omelia della messa celebrata nella Piazza antistante la Basilica Inferiore.

Il Papa ha detto di voler far sua  proprio la preghiera di san Francesco “per Assisi, per l’Italia, per il mondo: Ti prego dunque, o Signore Gesù Cristo, padre delle misericordie, di non voler guardare alla nostra ingratitudine, ma di ricordarti sempre della sovrabbondante pietà che hai mostrato, affinché sia sempre il luogo e la dimora di quelli che veramente ti conoscono e glorificano il tuo nome benedetto e gloriosissimo nei secoli dei secoli”.

Una visita densa di gesti dal valore simbolico, quella di Bergoglio, primo Successore di Pietro a visitare la Sala della Spoliazione all’interno del Vescovado della città, il luogo dove San Francesco rinunciò ai beni terreni ed alla eredità paterna per seguire la strada dell’Altissimo, sottolineando l’importanza di una Chiesa povera tra i poveri, cioè lontana dallo spirito del mondo, che è il cancro della società e provoca morte e distruzione. Come avvenuto ieri a Lampedusa.

“È ridicolo – ha detto – che un cristiano vero, un vescovo, un cardinale, un Papa vogliono andare sulla strada della mondanità che è un atteggiamento omicida, la mondanità spirituale uccide l’anima, uccide le persone, uccide la Chiesa”. Lo ha detto il Santo Padre nel corso del suo discorso nella Sala della spoliazione del Vescovado di Assisi. E ancora: “Quando Francesco qui nella Sala ha fatto quel gesto di spogliarsi, era un ragazzo giovane, non aveva forza; è stata la forza di Dio che lo ha spinto, perché voleva ricordarci quello che Gesù ci diceva sullo spirito del mondo”.

“Oggi – ha concluso il Papa – chiediamo la grazia per tutti i cristiani. Il Signore ci dia a tutti noi il coraggio di spogliarsi dello spirito del mondo, che è la lebbra, il cancro della società, è il nemico di Gesù”.

In precedenza, incontrando i bambini disabili e ammalati ospiti dell’Istituto Serafico, fondato da San Ludovico da Casoria, frate minore, Francesco ha sollecitato i protagonisti della scena pubblica a “mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate. A volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

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