Padoan: il taglio del cuneo fiscale coperto dalla riduzione di spesa

di | 11 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

PadoanMentre cresce l’attesa per domani, quando il premier Matteo Renzi, spiegherà come fare per tagliare dieci miliardi di cuneo fiscale, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha assicurato che sarà coperto in modo permanente da tagli alla spesa pubblica.

Parlando all’Eurogruppo quale rappresentante dell’Italia, Padoan ha sottolineato come in Italia ci sia bisogno di un orizzonte a medio termine, l’unico in grado di rendere “tangibili i risultati delle riforme strutturali”. In questa prospettiva, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa seguita alla riunione con i colleghi europei, la spending review costituisce uno “strumento fondamentale, non solo uno strumento per ottenere risorse, ma anche per cambiare meccanismi di spesa, è una riforma strutturale”.

Nello specifico, il ministro ha ricordato i punti chiave del programma di governo sul fronte dei conti pubblici, che “passa per riforme strutturali, con riduzione del cuneo coperto in modo permanente da tagli di spesa, condizione importante per garantire la sostenibilità di bilancio”. Il governo italiano, ha poi aggiunto, non viene a Bruxelles “per chiedere favori ma per fare delle cose”.

Parlando invece delle stime sul Pil nazionale, il ministro mostra ottimismo, e spiega che “I numeri che abbiamo sott’occhio sono più vicini a quelli della Commissione di quanto non fossero in passato. Il mio atteggiamento è di esser prudente, preferisco tenermi basso”.

La priorità per l’italia, aggiunge il neo inquilino di via XX settembre, ” é naturalmente quella di politiche a favore di crescita e occupazione, non disperdendo l’enorme risultato di avere oggi finanze pubbliche più sostenibili di qualche tempo fa, sarebbe una sciochezza, per usare un understatement”. Poi rassicura: “Mettere in discussione vincoli e regole vorrebbe dire che quel che si é fatto era sbagliato, ma per me non era così. Spostiamo l’enfasi su crescita e occupazione”.

Il ministro poi ha dato anche alcune indicazioni sull’arco temporale necessario per fare un bilancio delle riforme su cui punta il governo. Con le riforme, ha sottolineato ai giornalisti, “bisogna cominciare subito. I risultati saranno crescenti nel tempo e saranno probabilmente significativi nel giro di due-tre anni”.E riferendosi ad uno degli interventi più attesi, il taglio del cuneo fiscale, ha ribadito che “Lo sforzo di aggiustamento strutturale in un orizzonte di medio termine, nel quale si pone il Gverno, passa per le riforme strutturali, per la riduzione del cuneo fiscale”, che sarà “coperta in modo permanente da tagli di spesa”.

Nel corso della conferenza stampa, Padoan ha chiarito come molte delle iniziative del nuovo esecutivo siano “in linea con la direzione e gli obiettivi del Governo precedente”, ma con una differenza: “intendiamo accelerare i meccanismi di implementazione che portano altre risorse, come la spending review che é uno strumento fondamentale”.

Quasi in contemporanea, in Italia, le parole di Padoan si sono rispecchiate nell’intervento dell’ex ministro dall’Economia Fabrizio Saccomanni, che intervendendo ad “Otto e mezzo”, su La7, ha spiegato di ritenere “possibile” una riduzione delle tasse, e che “il problema è trovare le risorse facendo un taglio energico della spesa”. Commentando le dichiarazioni di Padoan, Saccomanni ha ricordato che “anche l’esecutivo Letta ha iniziato un progetto che prevedeva la riduzione della spesa e delle tasse. Abbiamo impostato un lavoro di medio periodo, Cottarelli ha preso servizio ad ottobre con un programma che sarebbe stato ultimato entro febbraio e a marzo avremo preso una decisione”.

Il ministro Padoan ha infine preannunciato un nuovo “strumento legislativo”, su cui “il governo è al lavoro”, per collegare “il completamento del processo di pagamento dei debiti della Pa al riassetto permanente del sistema, per evitare che l’accumulo si ripresenti”. Il provvedimento citato dal ministro dovrebbe essere ormai ad uno stadio molto avanzato di stesura, e potrebbe arrivare all’attenzione del Consiglio dei ministri in tempo per la prossima riunione, fissata per domani.

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