Operazione “Lazarus” a Pesaro, arrestati necrofori: asportavano pacemaker dalle salme

di | 23 ottobre 2013 | attualità | 0 commenti

LazzaroGli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro, coordinati dal colonnello Francesco Pastore, l’hanno denominata, con evidente richiamo evangelico, “Lazarus”, dal nome del giovane di Betania resuscitato da Gesù a tumulazione avvenuta, dopo che i familiari si erano invano rivolti a lui per ottenerne la guarigione in vita.

L’inchiesta, conclusasi dopo due anni di lavoro, ha fatto emergere una lunga serie di abusi che sarebbero stati commessi da alcuni necrofori all’epoca dei fatti in servizio presso l’obitorio dell’Ospedale “San Salvatore” di Pesaro.

Secondo le accuse vestivano i defunti per il funerale incamerando le somme che avrebbero dovuto versare all’azienda sanitaria. Ai familiari degli scomparsi, poi, vendevano a caro prezzo – in media 500 euro – un paio di scarpe, un abito o un rosario per comporre la salma nella bara. I titolari delle imprese di pompe funebri pensavano poi a ricompensare i necrofori con somme comprese fra i 100 e i 500 euro, tanto che a fine mese i cinque potevano contare su mance extra fino a 10mila euro. Tre degli arrestati, inoltre, avrebbero sezionato le salme senza autorizzazione, asportando presidi sanitari come i pacemaker, e praticando iniezioni di formalina per “abbellire” i cadaveri. Tale attività è di esclusiva pertinenza di personale medico abilitato e, in genere, viene svolta solo a carico di salme destinate alla cremazione, perché le onde magnetiche possono interferire con le operazioni.

Sulla vicenda è intervenuto il Codacons che ha offerto assistenza legale ai familiari degli estinti coinvolti nella vicenda: “si tratta – si legge in un comunicato – di una truffa ancor più odiosa perché coinvolge i cittadini in un momento in cui sono particolarmente deboli, ossia quando piangono la scomparsa di un loro caro, e perché si basa sullo stato di sofferenza altrui per ottenere illeciti vantaggi economici”. Per il presidente, Carlo Rienzi “Procura e Guardia di Finanza devono informare i parenti dei defunti coinvolti dalla vicenda, per permettere loro di avviare le dovute azioni legali”. In particolare l’associazione di tutela dei consumatori sottolinea il diritto al risarcimento dei danni morali per i familiari di quei defunti ai quali sono stati illegittimamente asportati pacemaker o altri presidi sanitari, con operazioni non autorizzate sulle salme. Il Codacons si mette a disposizione delle famiglie danneggiate per offrire supporto legale e far ottenere un giusto risarcimento per i danni materiali e morali subiti.

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