Oggi scade il pagamento di mini-Imu e Tares, code agli sportelli

di | 24 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

mini imuOggi scade il pagamento della mini-Imu e della maggiorazione Taresd Da giorni i Caf, gli uffici postali e le banche sono presi d’assalto dai contribuenti che devono pagare il saldo. In questi giorni, da più parti è arrivata la richiesta – inascoltata – di una proroga. La situazione è caotica: i Comuni dovevano inviare i bollettini prestampati ma non l’hanno fatto, in molti casi è difficile fare un calcolo corretto perché le aliquote variano di amministrazione in amministrazione.
Alla cassa sono chiamati dieci milioni di proprietari di prima casa che devono pagare la parte residuale della seconda rata Imu nei 2.377 Comuni che hanno alzato l’aliquota nel 2013. Secondo le stime dei centri assistenza, il pagamento della mini-Imu in media si aggira sui 41 euro. I contribuenti devono poi versare la maggiorazione Tares nelle amministrazioni comunali che non l’hanno accorpata al pagamento della Tarsu o della Tia entro il 16 dicembre: si tratta di un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadro che dovrà portare nelle casse dello Stato tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro circa.
I primi a essere presi d’assalto sono stati i centri di assistenza fiscale. “Stiamo lavorando al massimo – sottolinea il coordinatore della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari – per dare risposta alle migliaia di contribuenti che affluiscono nelle nostre sedi. La gente è costretta a lunghe attese, soprattutto in città come Roma, Napoli, Bologna e Milano, poiché non abbiamo potuto prendere personale stagionale, non avendo avuto modo di prepararlo, e non abbiamo potuto organizzare un servizio più strutturato a causa delle feste natalizie. Siamo operativi dal 7 gennaio e in 10-12 giorni abbiamo dovuto far fronte alla situazione”.
Canepari ricorda che “lo Statuto del contribuente prevede che tra l’approvazione di una norma e la sua applicazione deve essere lasciato un adeguato lasso di tempo: in questo caso non c’è stato – osserva – come non c’è stato sul pagamento della seconda rata dell’Imu sulle seconde case”.
In caso di ritardo o mancato pagamento il contribuente moroso può mettersi in regola: la sanzione è pari al 3% se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta o al 3,75% se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni. Per chi si mette in regola entro 14 giorni dalla scadenza la multa si riduce. Quanto alla possibilità di fare ricorso, spiega Canepari, appare un po’ “debole”, soprattutto dopo che le persone hanno pagato. E comunque il compito spetta alle associazioni dei consumatori che hanno già annunciato che sono pronte ad azioni legali a sostegno dei contribuenti in caso di eventuali sanzioni.

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