Ocse: uno studente italiano su due salta le lezioni

di | 3 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

lezioneBrutte notizie sul fronte dell’istruzione. Uno studente italiano su due non frequenta le lezioni. “Saltare ore di lezione o intere mattinate si traduce in basse prestazioni”: in Italia, riferisce il nuovo Rapporto Pisa (Programme for International Student Assessment) promosso dall’Ocse che ogni tre anni valuta le capacità di 510mila studenti 15enni di 65 Paesi, nelle due settimane precedenti alla rilevazione quasi uno studente su due ha ammesso di aver saltato un giorno o più di scuola e uno su tre è arrivato in ritardo a lezione. Un dato questo, superato solo da Argentina, Giordania e Turchia.
La buona notizia è che i nostri studenti hanno registrato progressi nelle materie scientifiche, in particolare matematica e scienze. Anche se i risultati in matematica risultano inferiori alla media Ocse. Ancora una volta, l’Italia è però divisa in due tra studenti del Nord, più competenti in materia, e quelli del Sud, che fanno registrare risultati al di sotto della media italiana.
Ebbene, stando agli ultimi dati, gli italiani sono ancora una volta indietro rispetto ai colleghi del Paesi Ocse anche se hanno registrato i più importanti progressi in matematica e scienze: dal 2003 al 2012 i risultati medi dei test sono migliorati di 20 punti, avvicinandosi notevolmente alla media Ocse che si attesta al 23%. La media degli studenti è di 485 punti in matematica comparabile ai risultati di Federazione Russa, Lettonia, Lituania, Norvegia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Spagna e Stati Uniti. Il miglior progresso in matematica si è avuto tra il 2006 e il 2009.
In generale, i ragazzi superano le ragazze di 18 punti. Un gap più ampio rispetto a quanto osservato in media negli altri Paesi. I progressi in matematica, però, non riguardano tutti: se per gli studenti di Trento, Friuli Venezia Giulia e Veneto rappresenta la materia più riuscita con un punteggio superiore alla media Ocse, al Sud gli studenti registrano risultati sotto la media. Stesso discorso per la lettura e le scienze. Si registra un divario regionale talmente forte che se dipendesse dagli studenti del Nord, l’Italia sarebbe in tutte le materie al di sopra della media Ocse. Pur non trascurando i risultati inferiori rispetto alla media Ocse da parte degli studenti italiani, il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza vede nei progressi dei ragazzi uno “stimolo per continuare a lavorare per migliorare la performance dei nostri studenti”. Per il ministro adesso ci sono due gap da risolvere: quello di genere e quello regionale. “Al Meridione – ha osservato – occorre guardare con più attenzione, come abbiamo già iniziato a fare nel decreto Istruzione, con maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree più a rischio”.
Altro dato significativo è l’aumento di studenti stranieri che però restano indietro rispetto ai loro colleghi: il numero è aumentato di cinque punti percentuali e sono il 7,5% del totale contro una media Ocse del 12%. Dalla relazione emerge che la differenza di competenze tra italiani e immigrati è ben superiore alla media Ocse.

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