Ocse, cala la fiducia sull’efficacia dell’azione di governo

di | 14 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

classe dirigenteLa fiducia degli italiani nei confronti della classe dirigente del Paese si riduce sempre di più. Un atteggiamento comprensibile alla luce dei tanti scandali che sono emersi fino ad oggi. Una ulteriore conferma arriva dal rapporto “Government at a Glance 2013” realizzato dall’Ocse. Nel 2012 solo il 28% dei cittadini italiani ha espresso la propria fiducia nei confronti dell’efficacia dell’azione dell’esecutivo. Rispetto al 2007 si registra in Italia un calo di 2 punti percentuali, mentre a livello europeo la flessione è di ben 5 punti, dal 45 al 40% (fonte Gallup World Poll). Analizzando i dati forniti dalla stessa fonte, si evince che il 38% dei cittadini italiani ripone fiducia nel sistema giudiziario, rispetto al 51% a livello europeo. Inferiore alla media europea (71%) anche il dato relativo alla fiducia nei confronti del sistema sanitario, di cui la metà dei cittadini italiani, il 55%, si dice soddisfatta. Convince di più il sistema scolastico, in cui il 62% dei cittadini italiani ripone fiducia. A livello europeo la media è del 71%.  Per quanto riguarda le forze di polizia: il 76% dei cittadini italiani, rispetto al 72% a livello europeo, confida nella loro efficienza.

L’organizzazione di Parigi si è soffermata anche sugli stipendi dei dirigenti italiani sono troppo alti.  I manager italiani percepiscono in media circa seicentocinquantamila dollari, cifra che equivale a quasi il triplo della media Ocse (232mila) portando così i dirigenti della pubblica amministrazione ad essere i più ricchi dell’ intera area. Lo stipendio degli amministratori italiani supera di ben oltre 250mila dei neozelandesi (con 397mila). In Francia, invece, un funzionario dello stesso livello guadagna in media 260 mila dollari all’anno, in Germania 231 mila e in Gran Bretagna 348 mila. Per quoanro riguarda gli Stati Uniti, la retribuzione media è di 275 mila dollari.

Ma la bocciatura arriva anche sull’utilizzo del web nei rapporti con la Pubblica amministrazione che vede peggio del nostro Paese solamente il Cile. Solo il 19 per cento dei cittadini italiani usa la rete per interagire con enti locali e governo centrale, contro una media Ocse del 50. Il Cile, con il 7 per cento , ha un risultato peggiore del nostro, mentre tutti i grandi Paesi europei sono al di sopra del 40: la Gran Bretagna al 43, la Spagna al 45, la Germania al 51 e la Francia al 61. Nella classifica non è incluso il Giappone, per cui non erano disponibili dati aggiornati. La percentuale di utilizzatori di servizi di e-government cresce nettamente per quanto riguarda le imprese, al 76 per cento , ma l’Italia resta la penultima tra i Paesi Ocse, davanti alla sola Svizzera, e nettamente inferiore alla media, che si attesta all’88.

 

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