Occupazione, l’Italia sempre più in difficoltà

di | 2 settembre 2013 | lavoro | Commenti disabilitati su Occupazione, l’Italia sempre più in difficoltà

di Ciro Balzano

offerte lavoroCon la stagione estiva conclusa, l’Italia si appresta ad avviare un nuovo ciclo, con la speranza di riemergere finalmente dalla crisi industriale che imperversa da nord a sud. Una crisi, come è stato sottolineato più volte, che ha risucchiato nel vortice del fallimento numerose imprese italiane, che trovandosi in difficoltà, hanno sentito l’esigenza di sfoltire in maniera netta i propri organici, per provare a sopravvivere nella fitta giungla del mercato. A tal proposito, nei giorni scorsi, l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, ha rilasciato le rilevazioni mensili e trimestrali sull’occupazione e sulla disoccupazione nel nostro paese. Come da previsioni, e come emerso dalle ultime rilevazioni, il trend negativo persiste. A luglio di quest’anno il numero totale degli occupati rilevato dall’Istat è di 22 milioni e 509 mila, numero invariato rispetto alla scorsa mensilità ma diminuito dell’1,9 per cento rispetto all’anno precedente. Il numero di disoccupati, 3 milioni e 76 mila, è anch’esso rimasto invariato (diminuzione di appena 10 mila unità) rispetto al mese precedente ma in netto aumento rispetto al 2012 (11,8 per cento). I tassi di occupazione e disoccupazione si muovono di pari passo. Non hanno subito oscillazioni di alcun tipo rispetto agli scorsi mesi. Il tasso di occupazione si attesta intorno al 55,9 per cento, diminuito di un punto percentuale su base tendenziale, mentre il tasso di disoccupazione è stato calcolato intorno ai 12 punti percentuali, aumentato di 1,3 punti percentuali rispetto al 2012. Soprattutto nel Mezzogiorno, rispetto al secondo trimestre del 2013, su base tendenziale, il numero di occupati cala in maniera sostanziale. È stato registrata un’inflessione di 5,4 punti percentuali, che in termini numerici vuol dire meno 300 mila unità. Un maggior numero di uomini , quest’anno, sempre su base tendenziale, hanno perso il lavoro rispetto alle donne; infatti tra gli uomini si registra un meno 400 mila unità (- 3 per cento) mentre per le donne meno 184 mila unità (-1,9 per cento). Nell’intervallo che va dal 15-esimo anno al 24-esimo anno di età, a cercare il lavoro sono in 635 mila, in termini percentuali il 10,6% della popolazione in questa fascia di età. Invece il tasso di disoccupazione relativo a questa fascia di età, calcolato tenendo in considerazione statistica gli occupati e chi è in cerca di lavoro, è pari al 39,9 per cento, aumentato di ben 4 punti percentuali sul confronto tendenziale. Anche per quanto riguarda gli occupati a tempo pieno la situazione non è delle migliori. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, il calo calcolato in termini percentuali è stato del 3,4, ovvero meno 644 mila unità. La metà di questi è rappresentata dai dipendenti a tempo indeterminato, -2,5 per cento, cioè meno 312 mila unità. Si tratta di dati largamente previsti per quest’anno, data la devastante crisi economica che ha praticamente spazzato via migliaia di aziende medio piccole, vero punto nodale della produzione industriale italiana. Ora ci si aspetta una graduale ripresa già a partire dal primo trimestre del 2014 per poi raccogliere, nel secondo e terzo trimestre dell’anno venturo, i frutti di manovre politiche , qualora ci saranno, volte a garantire la massima sussistenza alle aziende ed ai lavoratori italiani, che dopo anni di sacrifici, a causa delle celebri manovre “lacrime e sangue”, meritano un nuovo anno all’insegna della tranquillità , della stabilità, e della ripresa economica.

Comments are closed.