Nuovo Isee penalizzante per i disabili, mobilitazione su internet e ricorso al Tar

di | 8 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

Nuovo IseeDa oggi coloro che vorranno accedere alle prestazioni sociali dovranno presentare il nuovo ISEE (Decr. PCM del 5/12/2013 n.159, pubblicato in GU n.19 24/1/2014) che considera reddito tutti i supporti in denaro che lo Stato eroga, inclusi quelli per la rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3 della Costituzione Italiana). Quindi anche i fondi con i quali viene garantita l’assistenza ai disabili.

Un atto di ingiustizia e di arroganza da parte di una classe politica sempre più arroccata nei Palazzi del Potere, incapace anche di percepire le attese ed i bisogni dei cittadini delle categorie maggiormente in difficoltà. Maria Simona Bellini Palombini, del Coordinamento familiari disabili gravi e gravissimi, è pronta all’ennesima battaglia: “C’è un’Italia che non ci sta al massacro dei disabili pur di fare cassa e se la politica non è in grado di gestire questo Paese ci riuscirà la Giustizia! – scrive su Facebook – È necessario partecipare altrimenti il massacro continuerà: dobbiamo fermarli”.

Grazie al boom dei social network l’appello riesce a raggiungere la massima utenza possibile in meno tempo e senza costi. “Il nuovo ISEE – si legge in una scheda del Gruppo appositamente aperto – è discriminante ed iniquo soprattutto nella misurazione dei redditi delle persone disabili e delle loro famiglie!”

I fautori della iniziativa ci tengono a sottolineare che “questa non è una battaglia contro l’ISEE ma contro quanto il Governo ha regolamentato rendendo l’ISEE uno strumento per far cassa sui cittadini economicamente più esposti e ciò che, per colmare uno svantaggio con una mano viene dato, con l’altra viene ripreso!”.

Secondo il regolamento (messo sotto accusa) “sono reddito tutte le somme fiscalmente esenti come quelle di cui le persone beneficiano per finalità assistenziali o risarcitorie, incluse: pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento, di frequenza, di comunicazione peri invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, assistenza domiciliare in forma indiretta, assegni di cura per persone non autosufficienti e persino i sussidi a favore degli hanseniani, le persone affette da lebbra!”.

“Abbiamo protestato – si sfogano i familiari dei disabili gravi e gravissimi – abbiamo manifestato ma non è servito a nulla. Non ci resta che un ricorso collettivo al quale potranno partecipare tutti indipendentemente dalla loro residenza, per riconoscimento di incostituzionalità dello stesso decreto. Il ricorso contro l’Amministrazione dello Stato verrà presentato nazionale presso il TAR del Lazio che, per la sua particolare giurisdizione territoriale, potrà esprimersi per tutto il territorio nazionale”.

Per aderire al ricorso collettivi si deve compilare un modulo al seguente indirizzo http://stop-al-nuovo-isee.blogspot.it/2014/02/modulo-ricorso-isee.html

Ci sono, però, margini di tempo molto stretti. Gli interessati possono aderire al ricorso entro e non oltre il 7 Marzo. I tempi ristretti derivano dal fatto che, dopo 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento, il ricorso diviene inammissibile. Dell’eventuale accoglimento del ricordo – spiega via internet il professor Federico Sorrentino, al quale è stata affidata questa battaglia di civiltà – si gioveranno sicuramente i ricorrenti. Trattandosi, però, di atto generale si può discutere se anche i non ricorrenti se ne possano giovare”.

Per saperne di più  https://www.facebook.com/groups/STOPALNUOVOisee/

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