Nuovi studi italiani per arginare l’emergenza Sepsi

di | 17 ottobre 2013 | sanità | Commenti disabilitati su Nuovi studi italiani per arginare l’emergenza Sepsi

Massimo-GirardisLa Sepsi resta, anche nei Paesi sviluppati, la prima causa di morte da infezione nonostante vaccini, antibiotici e terapie di emergenza. È quanto stato ribadito nel corso del Congresso nazionale dagli esperti che già in occasione della Giornata mondiale, celebrata lo scorso 13 settembre, avevano dato numeri molto allarmanti: 26 milioni di persone colpite di cui un terzo di questi non sopravvive; 100.000 casi di sepsi materna nel mondo. 

Una realtà drammatica su cui abbiamo sentito il professor Massimo Girardis, Coordinatore del Gruppo di studio infezioni e Sepsi della Siaarti e autore, insieme al professor Andrea Morelli, di uno studio tutto Italiano appena pubblicato sul “The Journal of the American Medical Association” (Jama) sull’utilizzo dei beta-bloccanti nei pazienti con shock settico.

Per arginare l’emergenza Sepsi che registra numeri così impressionanti e comporta costi molto elevati anche per il sistema sanitario nazionale quanto abbiamo bisogno di terapie aggiuntive nuove o dobbiamo semplicemente mirare meglio l’uso di quelle che abbiamo già a disposizione?

Secondo la mia teoria, suffragata dai dati, è che alcune terapie di supporto (esempio steroidi, controllo della glicemia rigoroso,) che nei grossi studi clinici su pazienti con shock settico non hanno dato alcun vantaggio, sono in realtà utili in alcune sottoclassi di pazienti con Sepsi. Nei trial clinici fino ad ora sono stati inclusi pazienti molto eterogenei a causa del criterio d’inclusione scelto (sepsi grave o shock, indipendentemente da età, tipo infezione, sito infezione, comorbidità). I futuri studi clinici dovranno essere condotti utilizzando criteri di inclusione che omogenizzano maggiormente la popolazione come suggerito dalla nuova classificazione della sepsi secondo il sistema Predisposizione, Infezione, Risposta e disfunzione Organo (Piro)”.

Ma quali sono gli studi clinici più importanti e quali speranze da nuove terapie?

Gli studi clinici positivi sono pochi ma argomento di grande interesse sono le terapie immunoadiuvanti soprattutto per i casi di sepsi più complicati e la gestione emodinamica nei casi più complessi potrebbe essere molto valida. Su quest’ultimo punto va ricordata la ricerca appena pubblicata sul The Journal of the American Medical Association.

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