Nuovi adolescenti sempre più “social” e sempre più soli

di | 24 giugno 2015 | scienza | 0 commenti

Young boy in bedroom using laptop and listening to MP3 playerSecondo i dati Istat riferiti al 2014 i “ragazzi di oggi” (diremmo noi nostalgici degli anni ’80), ossia quelli comunemente identificati come “nativi digitali”, usano costantemente internet e i social network, ma sono sempre più solitari nella “vita reale”. Molto probabilmente ai nativi digitali nessuno ha mai detto “a regazzì mo ve lo buco sto pallone!”, ossia  il mantra che accompagnava i pomeriggi con gli amici di tutti coloro i quali abbiano messo almeno un piede negli anni ’80. Ora, passando in uno dei grandi cortili interni di quei palazzoni di periferia delle grandi città, capita raramente di vedere torme di bambini appresso ad un pallone o alla disperata ricerca di un posto dove nascondersi mentre uno di loro, col braccio poggiato al muro e gli occhi chiusi su di esso, conta ad alta voce. Banale dire che le cose cambiano eppure non va sottovalutato l’impatto sulla crescita dei ragazzi che un certo tipo di socialità ha su di loro.

Il fenomeno della digitalizzazione interessa anche i giovanissimi come emerge dalla relazione tenuta al Parlamento dal Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora che ha spiegato che “l’uso di internet interessa il 44,4% dei bambini tra 6 e 10 anni, la quota sale al 78% tra i giovanissimi di 11-13 anni e riguarda il 90,4% dei ragazzi 14-17enni – . Sono, infine, ben 2 milioni 106 mila i giovani esclusi, il 30% dei bambini e dei ragazzi di 6-17 anni, tale quota scende a 201mila giovani nella classe di età 11-17 anni”.

Il 47% dei giovani – si legge nella Relazione del Garante – utilizza il web per spedire o ricevere e-mail (il 68,4% dei 14-17enni), il 52,6% discute e si confronta attraverso la Rete tramite chat, blog, newsgroup, forum di discussione online (il 73,7% dei 15-17enni), il 57,8% partecipa a social network e invia messaggi su Facebook, Twitter (l’84,2% dei 14-17enni), il 53,1% usa Internet per inviare messaggi (il 71,5% dei 14-17enni).

Ma i social network vengono utilizzati anche come strumento per partecipare alla vita sociale o politica del Paese: “circa il 22% dei giovani di 15-17 anni ha espresso in rete opinioni su temi sociali o politici e il 5,2% ha partecipato a consultazioni o votazioni su tali temi”, spiega il Garante.

In tutto questo, anche il cambiamento dei modelli familiari, ha ovviamente il suo peso, la relazione traccia un bilancio sulle condizioni dei bambini e adolescenti in Italia. I dati dell’Istat riferiti al 2014 confermano “che sono ormai un’esigua minoranza coloro che vivono in famiglie in cui ci sono anche i nonni (5,3%). Prevale ancora la famiglia con il padre, la madre e altri fratelli (62,4%), seguono quanti vivono solo con il padre e la madre (17,9%) e le famiglie monogenitore solo con la madre (6,5%) mentre residuali sono tutte le altre”, ricorda il Garante.

Le famiglie con figli under 18 – “E’ ormai dominante il modello del figlio unico” e “quasi raddoppiano le famiglie monogenitoriali che passano da 535 mila nel 1999-2000 a 954 mila nel 2013-2014. I nuclei monogenitore con figli minorenni sono composto nell’86,4% dei casi da madri sole”, si legge nella relazione.

Nel 2014 la percentuale di minori senza fratelli raggiunge il 30,7% nell’Italia Centrale, nel Nord-Est il 27,1%, seguono poi il Nord-Ovest e le Isole con il 24,1% infine il Sud con il 19,5%. Le regioni col maggior numero di figli unici sono la Toscana (32,7%), il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio (30,9%) e l’Emilia-Romagna (30,7%) mentre la Campania, la Sicilia e il Veneto presentano le quote più elevate di bambini e ragazzi con 2 o più fratelli (28,9%, 25,9% e 25,5%). Quindi si va verso una società più povera di relazioni parentali per la perdita non solo dei fratelli, ma in seconda generazione anche di zii e cugini.

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