Nuove scosse in Campania. Università di Siena: rivedere le carte del rischio sismico in Italia

di | 20 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

sismografoRivedere le carte del rischio sismico in Italia e formulare nuove mappe, non soltanto basate sul calcolo probabilistico, ai fini della programmazione di efficaci interventi di prevenzione. Il gruppo di geofisica dell’Università di Siena, guidato dal professor Enzo Mantovani, sulla base dei dati raccolti in oltre vent’anni di osservazioni e studi, indica nuovi modelli per la determinazione della sismicità  sul territorio italiano. La proposta prevede il superamento del metodo Psha (Probabilistic Seismic Hazard Assessment), che si fonda sul calcolo probabilistico, proponendo un metodo deterministico che parte dall’osservazione del territorio, del suo assetto tettonico e della sua storia dal punto di vista sismologico.

“La conoscenza sulla storia dei sismi in Italia e tutti i dati geologici di cui siamo in possesso, fino ai più recenti sismi verificatisi in valle Padana – si legge in una nota che riporta le parole del professor Mantovan –  ci devono necessariamente portare ad affrontare questo tema in modo diverso da quanto fatto finora. Questo ai fini dell’applicazione della più coerente programmazione della prevenzione dei disastri. Abbiamo ormai la dimostrazione che un terremoto non è un fenomeno da affrontare attraverso calcoli statistici. Le attuali mappe del rischio costruite su queste basi hanno rivelato in molti casi di sottovalutare la reale portata del rischio. Incrociando i dati sull’assetto tettonico di ogni area con la rispettiva storia sismica possiamo invece ottenere carte più affidabili. Laddove abbiamo applicato i nostri modelli abbiamo ottenuto mappe che raccontano di un rischio in molti casi più elevato di quello comunemente ritenuto”.

Il professor Mantovani e il suo gruppo hanno redatto carte della stima della pericolosità sismica in due Regioni, Toscana e Emilia-Romagna, che hanno loro commissionato gli studi al fine della progettazione di interventi di mitigazione del rischio sismico nei rispettivi territori.

La proposta è stata lanciata proprio nel giorno in cui la terra è tornata a tremare. Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 alle 8,12 è stata localizzata nel distretto sismico Monti del Matese, tra le province di Caserta e Benevento. L’epicentro è stato individuato tra i comuni di Castello del Matese, Piedimonte Matese e San Potito Sannitico, nel casertano e di Cusano Mutri (Benevento). All’evento ha fatto seguito una replica di magnitudo 2.6, registrata alle 08.21. Poi alle 8,55 la terra ha tremato di nuovo, facendo registrare una scossa di magnitudo 3.7. Paura anche a Napoli. Numerose le chiamate arrivate alla sala operativa dei vigili del fuoco da parte di cittadini preoccupati. Non risultano danni. In tanti, comunque, sono scesi in strada.

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