Nonostante una minore attività del solo il riscaldamento globale non si ferma

di | 9 febbraio 2018 | ambiente, scienza | 0 commenti

Il Sole si è impigrito, diventando un po’ meno attivo, al punto da scaldare la Terra un pò di meno nei prossimi 50 anni, anche se il clima più freddo molto probabilmente non avrà alcuna conseguenza sul riscaldamento globale provocato dalle attività umane. E’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata sull’Astrophysical Journal e condotta dal gruppo dell’università californiana di San Diego guidato da l fisico Dan Lubin.
Il raffreddamento sarebbe il risultato di un “grande minimo”, cioè un evento periodico causato dalla diminuzione del magnetismo del Sole. Si riduce di conseguenza la quantità di raggi ultavioletti che arriva alla superficie terrestre. In Europa c’è stato un periodo simile a metà del XVII secolo, dovuto a un evento chiamato “Maunder Minimum” (minimo di Maunder). Per avere un’idea delle conseguenze, sia il Tamigi sia il mar Baltico si ghiacciarono.

Altri ricercatori della stessa università hanno calcolato cosa significherebbe per il clima un evento come il minimo di Maunder nei prossimi decenni. Supponendo un’irradiazione solare ridotta dello 0,25% dal 2020 al 2070, la temperatura media sulla Terra diminuirebbe di diverse decine di gradi. Tuttavia Lubin commenta che un eventuale nuovo “grande minimo” potrebbe solo rallentare il riscaldamento globale in corso. Questo fenomeno è infatti provocato dalla concentrazione sempre maggiore di anidride carbonica nell’atmosfera, salita a 400 parti per milione dopo centinaia di migliaia di anni con livelli inferiori a 300 parti per milione.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.