Niente funerali in chiesa per chi è condannato per mafia

di | 8 agosto 2013 | mondo cattolico | Commenti disabilitati su Niente funerali in chiesa per chi è condannato per mafia

mons_Nino_RaspantiNiente funerale in chiesa per chi viene condannato, in via definitiva, per reati di mafia. Lo ha deciso con un proprio decreto il vescovo di Acireale, monsignor Antonio Raspanti limitatamente al territorio della sua diocesi. A darne notizia è la Radio vaticana che ha intervistato il presule. “La coscienza ecclesiale siciliana è maturata molto da parecchi decenni a questa parte – spiega il pastore al giornalista Amedeo Lomonaco – anche tramite uccisioni, la perdita di tante persone dello Stato ma anche civili, e di alcuni appartenenti della Chiesa, come don Pino Puglisi. Tutta questa scia tra sangue e coraggio, tra fedeltà ai valori civili e ai valori soprattutto religiosi del Vangelo, ha fatto maturare la Chiesa siciliana. Ed io, in continuità con l’ultimo atto che è stata la beatificazione di padre Puglisi a Palermo, mi sono sentito di emettere questo decreto che, naturalmente, ha soprattutto un valore pastorale”.

L’unica possibilità per ottenere il funerale è quella di ravvedersi. “Il decreto – conclude l’intervistato – mira a far sì che le persone che eventualmente aderiscono alla mafia e sono cristiani si pentano, ci riflettano, tornino indietro, anche se sono in carcere, condannati definitivamente. E prendano le distanze da questa adesione e, dunque, sia un segnale di accoglienza della grazia di Dio che loro fu già concessa con il Battesimo e con i Sacramenti”. Se il principio dovesse trovare applicazione anche in altre diocesi italiane e, sopratutto, relativamente ad altre fattispecie criminose, non osiamo immaginare come verrebbero accolte le sentenze dei giudici della Suprema Corte di Cassazione…

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