Nel segno della Croce: dipinti e disegni, a San Donato retrospettiva di Giancarlo Cerri

di | 29 marzo 2014 | arte | 0 commenti

Nel segno della croceGiancarlo Cerri, lombardo classe 1938, pittore laicissimo e umanissimo,  da oggi presenta alla Galleria d’Arte Contemporanea  “V.Guidi” di San Donato (Cascina Roma)  un’ampia retrospettiva, promossa dal Comune di San Donato, di opere d’arte sacra  eseguite dal 1965 al 2005.

In tutto 55 opere, fra dipinti di grandi e medie dimensioni, disegni e studi su tela il cui tema dominante è la Croce intesa come simbolo dell’umana sofferenza. Due i punti di partenza delle riflessione spirituale e umana dei Giancarlo Cerri.

Innanzitutto l’immane strage avvenuta negli Stati Uniti l’11 settembre 2001, espressione massima di una speranza di unione religiosa e umana calpestata e rinnegata, che Giancarlo Cerri  ricorda nelle opere dal 2001 al 2002. Con il crollo delle Torri Gemelle  di New York, scrive Elisabetta Muritti nel testo in catalogo, “Giancarlo Cerri ha sentito il bisogno di spostare da un panorama esterno inguardabile a una visione interiore, al nocciolo sacro che ognuno di noi racchiude nel cuore e nella carne”

Giancarlo Cerri già agli inizi degli anni Novanta aveva affrontato il tema del Sacro con due opere, Deposizione (olio su tela, 1993) e Composizione per una Croce (olio su tavola, 1994). Ma è dall’autunno del 2001 che la Croce è diventata un segno costante pittura di Giancarlo Cerri, proiettata verso il tema della sacralità. Tutto si trasforma in una gestione ben precisa degli spazi e dei colori. “La mano è scabra come non mai, cerca il simbolo con forza, si muove scandendo equilibri semplicissimi eppure efficacissimi, sembra manovrata solo dalla sofferenza, dalla pretesa di sentirsi innocente ma non per questo risparmiata da un destino che tutti ci accomuna”, precisa ancora Elisabetta Muritti.

Le opere degli anni dal 2003 al 2005 sono dedicate invece a un’altra immensa tragedia, che riguarda molto più da vicino la nostra terra, il nostro essere cittadini italiani: ovvero le migliaia di morti annegati in acque nel nostro mare di Lampedusa e dintorni. Componimento tragico di fronte al quale l’essere umano ha una grande responsabilità. Perché qui non ci sono estremismi o fondamentalismi inspiegabili per noi occidentali, e ancor più per noi Italiani, proprio in virtù della centralità della Croce e del suo valore, ma ci siamo solo noi come Cittadini, noi come Stato, noi come Umanità.

Sono disponibili in galleria il catalogo della mostra (testi di Elisabetta Muritti, Giancarlo Cerri e Veronica Riva) ed il libro di Giancarlo Cerri  “La pittura dipinta, le mie quattro stagioni”, un volumetto in cui l’artista racconta, con scritti e immagini di sue opere, la sua storia di pittore. Sabato 5 aprile alle ore 16 Giancarlo Cerri sarà disponibile ad incontrare il pubblico per spiegare dettagliatamente la mostra in corso.

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