Nel mondo 842 milioni di persone soffrono la fame

di | 2 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Nel mondo 842 milioni di persone soffrono la fame

fame-nel-mondoPapa Francesco in occasione della giornata mondiale della Terra aveva detto : “Non se ne parla più di tanto, ma la fame nel mondo è tuttora un problema piuttosto grave. Sono un miliardo gli esseri umani che soffrono quotidianamente di problemi di seria scarsità di cibo”. Il Pontefice ci era andato vicino.

Non saranno un miliardo, ma 842 milioni sì, le persone che soffrono la fame nel mondo. Di questo numero almeno, parlano i dati contenuti nell’ultimo rapporto della Fao sulla fame nel mondo (Sofi 2013), riferiti al periodo 2011-2013 sottolinenado che il 12 per cento dell’umanità sta letteralmente morendo a causa della mancanza di cibo.

La “buona” notizia è che i dati sono leggermente migliori rispetto al rapporto precedente (2010-2012) che indicava 868 milioni di affamati cronici nel mondo e che quindi registrava quindi ben 26 milioni di persone affamate in più.

Le soluzioni. Secondo la Fao serve raddoppiare la produzione dell’agricoltura visto che ormai nel mondo vivono ben 9 miliardi di persone. A pensarla allo stesso modo è la Cia Confederazione italiana agricoltori. Infatti, secondo il presidente Giuseppe Politi si tratta di “dati drammatici che possono trovare una soluzione solo aumentando la produzione agricola mondiale.

Bisogna -secondo Politi-abbattere il protezionismo e favorire una maggiore apertura dei mercati; rendere l’acqua un bene pubblico che però va gestito in modo efficiente e fare fronte ai cambiamenti climatici. Sopratutto, bisogna aiutare gli agricoltori nel loro lavoro. “Pur se la Fao annota nel suo rapporto che la fame nel mondo mostra una diminuzione, lo scenario resta estremamente grave”. E ancora “rimane centrale il ruolo dell’impresa agricola e degli agricoltori che devono essere coinvolti nelle strategia da portare avanti per sconfiggere l’emergenza alimentare”.

“Di fronte a questi numeri, e un calo complessivo di qualche milione non è molto consolatorio – commenta Andrea Segrè, presidente dell’iniziativa sociale Last Minute Market e promotore della campagna ‘Un anno contro lo spreco – è davvero uno scandalo perché, come emerge sempre da un altro rapporto della Fao, oltre un terzo della produzione agroalimentare mondiale si perda e si sprechi.

A detta di Segrè è proprio “dalla riduzione degli sprechi che il sistema agroalimentare mondiale deve ripartire. Inutile produrre di più, per una popolazione mondiale peraltro in crescita, se poi il cibo non è disponibile per tutti e una parte così rilevante viene persa”.

In Italia “lo spreco alimentare rappresenta addirittura l’1,19% del Pil, circa 18,5 miliardi riferiti al 2011 – aggiunge Segrè – una stima della quale ‘soltanto’ lo 0,23% si colloca nella filiera di produzione (agricoltura), trasformazione (industria alimentare), distribuzione (grande e piccola) e ristorazione (collettiva), mentre il resto è tutto a livello domestico e rappresenta lo 0,96% del Pil”.

Per questo motiva la campagna ‘Un anno contro lo spreco’ ha agito sul Parlamento europeo così come su centinaia di sindaci italiani per avviare, con Carta Spreco Zero, un sistema operativo di buone pratiche sul territorio. S

Le rilevazioni di Waste Watcher, il primo Osservatorio permanente sullo spreco attivato da Last Minute Market e dall’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari – Dipartimento di Statistica) in collaborazione con Swg, evidenziano che è lo spreco domestico ad incidere pesantemente sulla quota annuale del cibo sprecato.

Gli italiani sarebbero, comunque, pronti a scendere in campo contro lo spreco alimentare: il 78% degli intervistati si dichiara preoccupato del fenomeno e il 95% chiede da subito maggiori informazioni e indicazioni utili a ridurre lo spreco domestico.

Tra i più desiderosi di informazioni i responsabili degli acquisti e della gestione della spesa e delle scorte di cibo.

Comments are closed.