Napolitano scrive al Pdl: nessuna pressione per sciogliere le Camere

di | 26 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Napolitano scrive al Pdl: nessuna pressione per sciogliere le Camere

Pdl2In un sistema elettorale come quello disegnato dal Porcellum,”capolavoro” dell’ex ministro leghista Roberto Calderoli, è comprensibile che tra il leader di un partito e ogni eletto, pardon nominato, si instauri un rapporto di carattere personale; un legame di riconoscenza dovuto all’assenza delle preferenze che, invece, hanno un peso determinante nelle amministrative.

La decisione dei parlamentari Pdl di rassegnare in massa le dimissioni nella eventualità che venga approvata la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore per effetto della sentenza della Corte di Cassazione che lo ha condannato in via definitiva, va ben oltre questo vincolo. È una forma di protesta estrema, quasi violenta contro quello che viene considerato un vulnus democratico. Un gesto che, volutamente, intende forzare le regole poste alla base del funzionamento delle istituzioni. E, questo, anche in considerazione del grave momento di difficoltà che attraversa il Paese, non è in alcun modo inammissibile. 

Ciò posto, non si può far finta di non vedere una forma di accerchiamento nei confronti del Cavaliere, del quale si possono non condividere i punti di vista, ma che esige pur sempre rispetto da parte degli avversari, specie in questo frangente in cui la sua personale parabola sembra in fase discendente.

Il presidente della Repubblica è intervenuto con una nota ufficiale: “L’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del Pdl non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica – si legge nel documento del Colle – ma non posso egualmente che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel Pdl. Ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere”.

“Non meno inquietante – continua – sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere. C’è ancora tempo, e mi auguro se ne faccia buon uso, per trovare il modo di esprimere – se è questa la volontà dei parlamentari del Pdl – la loro vicinanza politica e umana al Presidente del PdL, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento. Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un colpo di Stato o una operazione eversiva in atto contro il leader del Pdl”.

“L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge – conclude il Capo dello Stato – è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.

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