Morto Priebke, ora bisogna “fare memoria” e prevenire ogni forma di violenza

di | 11 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Morto Priebke, ora bisogna “fare memoria” e prevenire ogni forma di violenza

erich_priebkeÈ morto lasciando un’intervista scritta e un video che costituisce il suo “testamento umano e politico” l’ex capitano delle SS, Erich Priebke (nella foto). L’uomo, 100 anni da poco compiuti (con annessa coda di polemiche) era stato condannato all’ergastolo e stava scontando la pena ai domiciliari. Il suo cadavere è stato rinvenuto all’ora di pranzo sul divano dell’abitazione di via Cardinal San Felice a Roma dove viveva sotto sorveglianza discreta.

Secondo quanto ha fatto sapere il suo avvocato, Paolo Giachini “da alcuni giorni non stava bene e alcuni medici lo seguivano;  è comunque stato lucido fino alla fine. L’ultima volta che l’ho sentito è stato ieri sera. È sicuramente morto di vecchiaia”. “La dignità con cui ha sopportato la sua persecuzione – ha chiosato il professionista – ne fanno un esempio di coraggio, coerenza e lealtà”.

L’ex ufficiale è considerato uno dei responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, in cui 335 civili e militari furono fucilati come rappresaglia per un attacco partigiano che aveva provocato la morte di 33 militari tedeschi.

Dopo la guerra Priebke si era dileguato per evitare di incappare nelle maglie della giustizia. Da Genova si imbarcò su una nave diretta a Buenos Aires. In Argentina fu rintracciato da una troupe della Abc a metà degli anni Novanta. Sottoposto a un doppio processo in Italia è stato condannato all’ergastolo, da scontare agli arresti domiciliari.

Dell’anziano ex nazista colpisce il fatto di non aver mai mostrato segno di pentimento e di aver sempre negato l’Olocausto. La sua dipartita chiude una lunga e tormentata vicenda giudiziaria ma non estingue il nostro dovere di “fare memoria” dei tragici fatti di cui è stato protagonista per far comprendere alle giovani generazioni i disastri che una società fondata sulla violenza e sull’individualismo spinto fino alle estreme conseguenze può provocare.

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