Monsignor Raspanti: non sono un vescovo antimafia ma un pastore d’anime

di | 28 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

premiazione“Non sono un vescovo antimafia ma un pastore che segue gli insegnamenti della Chiesa”. Nel ricevere, insieme al presidente del Centro Studi “Parlamento della Legalità”, Nicolò Mannino, il Premio Internazionale “Wojtyla-Roncalli” il vescovo della Diocesi di Acireale, monsignor Antonino Raspanti (primo da sinistra nella foto) ha precisato il senso della sua decisione di vietare i funerali religiosi ai condannati per mafia in via definitiva.

Non un provvedimento per attirare l’attenzione dei media e degli esponenti delle istituzioni – come, in realtà, è avvenuto – ma piena applicazione dei principi del Magistero e della Dottrina della Chiesa. Il presule ha ricordato il monito del prossimo Santo Giovanni Paolo II il 9 maggio 1993 che, con il suo anatema, squarciò il velo del silenzio nella Valle dei Templi di Agrigento.

La manifestazione, curata, fin nei minimi dettagli, dal Maestro Espedito De Marino (nominato “socio onorario del Parlamento della Legalità” insieme al sindaco della cittadina), si è svolta nel Comune di Calvanico in provincia di Salerno, alla presenza di tantissime personalità del mondo delle istituzioni locali e della cultura.

Il presidente del Parlamento della Legalità, Nicolò Mannino, nel prendere la parola per ringraziare i promotori della iniziativa del riconoscimento appena ottenuto, ha sottolineato che il Premio sprona tutti i componenti della sua organizzazione “a non mollare e a vivere la Legalità cantata nelle Beatitudini: Beati gli afflitti perché saranno consolati”. “Non c’è lotta alla mafia – ha proseguito – se prima non diventa proposta di una cultura della vita, provando ad azzerare il mafioso che alberga in noi che si chiama orgoglio, cattiveria,  egoismo, prepotenza, arroganza”.

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