Mobilitazione contro la legge Merlin, no allo svilimento della dignità delle donne

di | 26 agosto 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Mobilitazione contro la legge Merlin, no allo svilimento della dignità delle donne

retata lucciole“Meglio il ritorno alle case chiuse dello schifo di oggi e della gestione della prostituzione in mano alla camorra”. Questa la provocazione dei Verdi Ecologisti che stanno raccogliendo le firme per l’ abrogazione della legge Merlin ed hanno dato vita al primo comitato referendario napoletano. In Gazzetta Ufficiale è stato infatti pubblicato il quesito referendario anti legge Merlin, presentato in Cassazione.

“Erano 2.700 – si legge in una nota – le prostitute censite in Italia nel 1958, mentre oggi si calcola che siano tra le 50 e le 70mila, la maggior parte immigrate clandestine. Supera i 20 miliardi il giro d’affari. Ma l’Italia è un caso unico tra i Paesi avanzati. In Germania, nei Paesi Bassi, e in Nuova Zelanda le prostitute sono sindacalizzate e pagano le tasse. Addirittura, il sesso di Stato potrebbe garantire “un gettito fiscale pari all’Imu sulla prima casa”.

“Abbiamo deciso – raccontano il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli e Fausto Colantuoni coordinatore dei Giovani Verdi della Campania che hanno costituito il primo comitato referendario a Napoli – di raccogliere le firme per un referendum di civiltà e contro una ipocrisia totalmente italiana. Meglio che la prostituzione femminile e maschile sia svolta in luoghi chiusi, controllati dallo Stato e monitorati a livello sanitario che lo status quo con scene indegne in ogni strada delle città campane ed in particolare a Napoli dove la camorra si è divisa in modo vergognoso il territorio ed i marciapiedi sono invasi dai professionisti del sesso. Addirittura le prostitute si devono vestire in modo diverso a seconda della zona o del clan per il quale lavorano”. “La legalizzazione e gestione di questa “attività” da parte dello Stato – concludono i due – non solo sottrarrebbe un business molto redditizio alla criminalità ma permetterebbe di recuperare molti miliardi di euro di tasse alle casse pubbliche”.

Fin qui, dunque, l’iter logico dei verdi, per i quali, evidentemente, l’abrogazione della legge Merlin sarebbe una misura di salvaguardia dell’ambiente (urbano). A noi sembra che, ragionando di questo passo, si innescherebbe una pericolosa deriva.

La prostituzione va combattuta con la repressione da parte delle forze dell’ordine e con una vera e propria campagna culturale, nelle scuole, nelle famiglie e nelle parrocchie, per affermare il principio della dignità dell’uomo e della donna che non può essere oggetto di nessun commercio.

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