Ministero della Giustizia, la Uilpa “chiama” Renzi: serve cambio di rotta

di | 17 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

La riorganizzazione del Dicastero della Giustizia, redatto dall’Amministrazione in splendida solitudine, senza confronto con chicchessia, ha subito l’ennesimo smacco, la bozza è arrivata al vaglio dell’ultimo Consiglio dei Ministri del Governo Letta ma non ha superato l’esame”. A parlare è il Segretario Generale della Uil Pubblica Amministrazione, Benedetto Attili. “L’Amministrazione della Giustizia – continua – ha tentato sino all’ultimo istante di far approvare il provvedimento, nonostante le macroscopiche lacune e le distorsioni in esso contenute e malgrado ai vertici di Via Arenula sia stato ripetutamente e ampiamente contestato di non aver attivato il necessario confronto con i rappresentanti dei lavoratori, diversamente da quanto fatto in altri dicasteri”.

“Come al solito, invece – prosegue il sindacalista – in Via Arenula gli interessi della collettività vengono confusi solo con quelli di un gruppo di potere: anche in questa delicata circostanza, la dirigenza togata ha perseguito solo logiche di mera conservazione del potere, con atteggiamenti punitivi nei confronti di quanti, anche al loro interno, non sono allineati su queste posizioni assurde ed autoreferenziali, che stanno trasformando il Ministero della Giustizia nella riedizione della “ridotta della Valtellina”. “Dopo aver perso inutilmente un altro anno di tempo rispetto ai gravissimi problemi che attanagliano l’amministrazione giudiziaria, aggravati e non risolti dalla sciagurata modifica della geografia giudiziaria e dal sovraffollamento delle carceri – prosegue la nota dirata dall’attivissimo ufficio stampa della organizzazione – si chiede sin da adesso al prossimo Governo di concentrare la propria attenzione sulla questione della Giustizia e di cominciare subito una nuova pagina nella gestione di questo delicato e difficile Dicastero.

“Al riguardo – conclude Attili, inviamo un preciso messaggio a Renzi: nell’individuazione del nuovo Ministro, tenga conto dell’assoluta necessità di un cambiamento di rotta, il Dicastero deve essere affidato a persona capace, competente, con una profonda conoscenza delle questioni che lo riguardano, soprattutto consapevole che le riforme devono essere condivise con le parti sociali nell’ambito di un corretto sistema di relazioni sindacali”.

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