Mini Imu, il grande gesto di un piccolo comune

di | 24 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

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Un comune piccolo, ma un gesto grande. Un esempio da seguire quello del Comune di Santa Lucia di Piave, che , anche se conta appena novemila abitanti, ha pagato l’Imu per tutti i suoi cittadini. La spesa totale è di poco più di 166 mila euro che, il sindaco assieme con la giunta, ha deciso di destinare a questo scopo dal bilancio comunale, vista anche la disponibilità di cassa. A presentarsi allo sportello della banca con la quota dell’imposta che avrebbero dovuto versare i duemila contribuenti della cittadina trevigiana è stato proprio il sindaco di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski, il quale, prima di passare allo sportello ha inviato una lettera per spiegare agli abitanti le ragioni del bellissimo e vista la crisi economica aprezzatissimo “regalo”.

”Per un intero anno siamo stati spettatori di un ‘pasticcio’ che crediamo non abbia eguali – scrive il sindaco – e non solo in Italia, in una materia già di suo così complessa”. Per il sindaco ”questa volta si è superato ogni limite di decenza” e dunque si rende necessario l’intervento dell’amministrazione municipale a fianco dei suoi cittadini. ”Un impegno per le casse municipali – ricorda – che, sebbene non facile, riteniamo comunque doveroso sopportare e allo stesso tempo continuare a garantire un livello alto dei servizi e delle attività soprattutto nell’ambito del sociale, pur conservando la virtuosità reale del proprio bilancio”.

La notizia ha sorpreso anche il presidente dellla Regione Veneto, Luca Zaia, che nell’apprenderla ha commentato : “Bene ha fatto Szumski a non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini e a dimostrare che con una sana amministrazione le risorse devono essere utilizzate per alleviare famiglie che sono alle prese con la peggior crisi del Dopoguerra.

“Mini Imu, Tarsi, Tasi, Iuc, ogni giorno nuove sigle e nuove imposte, tanto per dimostrare che la fantasia impositiva dei nostri governi resta sempre straordinaria. E continuare a tassare due volte i contribuenti come nel caso della casa: prima con l’Irpef e poi con l’ennesima fantasia tributaria in cui Roma è specialista”, fa presente il governatore veneto.

“Non ci si potrà poi lamentare se il sindaco e molti suoi colleghi scenderanno a Roma con i forconi – dice Zaia – perché, fra tagli, caos delle scadenze, nuovi aggravi, impossibilità di garantire servizi vitali anche quando il comune è virtuoso come lo è la maggior parte degli enti locali veneti, norme che si contraddicono, governare è diventato davvero impossibile. Fare il sindaco è ormai una missione”.

 

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