Messina (Idv): ripartiamo dai territori e dalla difesa della Costituzione

di | 24 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Messina (Idv): ripartiamo dai territori e dalla difesa della Costituzione

Messina IdvIl leader è cambiato ma l’identità resta quella di un partito fortemente legalitario, anti-berlusconiano e ancorato ai territori. L’Italia dei valori ha da poco celebrato il Congresso nazionale a San Sepolcro, nel luogo, dove, nel 1998, fu fondato il movimento. Di questo ed altro abbiamo parlato con il segretario nazionale, Ignazio Messina, subentrato ad Antonio Di Pietro, oggi presidente onorario.

Segretario l’Idv riparte da lei, uomo del Sud: le pesa questa responsabilità? 

La mia vita è tracciata da battaglie per la legalità e per la trasparenza nella pubblica amministrazione. È un riscatto della mia terra tanto martoriata, di quella terra infestata dalla mafia, ma che ha avuto anche Falcone, Borsellino, Peppino Impastato e tantissimi altri valorosi servitori dello Stato. Io sono stato Sindaco di Sciacca, militante della Rete e poi fondatore dell’Italia dei Valori, quel partito che è nato il giorno dopo le stragi e dopo l’inchiesta Mani Pulite. Insomma lì sono le mie radici ed oggi sono qui a rappresentarle.

É più grato o arrabbiato con Di Pietro?

Non capisco perché dovrei essere arrabbiato con il fondatore del mio partito, con colui che ci ha guidato in questi anni. Sono grato a lui per l’esempio e la generosità, nonché per quanto ha fatto per questo Paese e per quanto ancora sta facendo. È stato lui stesso a ribadire l’importanza di questo cambio al vertice. Mentre gli altri partiti vedono il solito uomo al comando, lui ha fatto un passo indietro, si è svolto un congresso e la nostra base ha eletto me ed una squadra dirigente con il 70 per cento del consenso. È una grossa responsabilità e allo stesso tempo ne sono fiero.

Cosa pensa del recente video-messaggio di Berlusconi? 

È inammissibile che in un Paese civile un condannato per frode fiscale con sentenza definitiva possa permettersi di fare a reti unificate un attacco ad uno dei tre poteri fondanti la nostra democrazia. È inaccettabile che ciò avvenga nel silenzio delle Istituzioni e che alcune tv lo abbiano mandato in diretta. Berlusconi è un cittadino come gli altri e non ha alcun diritto di ribaltare la sentenza, né di utilizzare le istituzioni a proprio uso e consumo, né di plasmare le opinione attraverso le tv. Ma il vero problema è un altro.

Quale?

In realtà il problema principe che ha inquinato la nostra democrazia sta proprio nel conflitto d’interessi, quell’anomalia che ha consentito a quest’uomo di fare disinformazione e di alterare il consenso. Purtroppo ciò è stato possibile grazie al supporto dei suoi sodali e al silenzio di quasi tutte le forze politiche. Ecco perché siamo stati fatti fuori dal Parlamento: eravamo e siamo scomodi, perché abbiamo sempre denunciato tutte le leggi “ad personam” e portato avanti battaglie contro gli interessi di grossi gruppi economici, a partire dai quattro referendum.

Quanto durerà il governo Letta?

Non so cosa succederà, ma so quanto questo Governo dipenda dai ricatti di Berlusconi. Quest’esecutivo è anomalo perché composto da due schieramenti opposti, infatti non ha la legittimità popolare. Sia il Pd, sia il Pdl hanno fatto la campagna elettorale, sostenendo che mai e poi mai avrebbero fatto alleanze con gli avversari.

Scoppierà mai la pace tra politica e magistratura? 

Non siamo di fronte a una guerra tra politica e magistratura, ma di fronte ad una parte politica che attenta al nostro Stato di diritto e al principio de “La legge è uguale per tutti”. Le parole di Berlusconi sono state eversive, ingiuriose e fuori da ogni regola democratica. Noi dell’Idv abbiamo presentato un esposto perché riteniamo che in quel video sia stato violato l’articolo 290 del codice di procedura penale.

Come pensa di recuperare il vostro elettorato?

Noi siamo stati denigrati, bistrattati, ma la forza delle nostre idee è rimasta, parla nei fatti e nelle persone, in quei 1300 amministratori locali di Idv, nei nostri rappresentanti europei e nei nostri militanti e simpatizzanti. Partiamo dal territorio e dalle tante realtà vive in tutta Italia. Abbiamo già promosso una raccolta firme per una proposta di legge popolare contro il gioco d’azzardo, la piaga di questo Paese. Siamo tutti i giorni nelle piazze, con i nostri banchetti per portare avanti le nostre battaglie, in primis guidati dalla bandiera del lavoro e del rilancio dell’economia. La Costituzione è il nostro faro. Da qui ripartiamo con i nostro valori e il nostro entusiasmo.

Parliamo di crisi economica. La ripresa sembra ancora lontana. C’è un modo per venirne fuori?

Il ministro Saccomanni minaccia di dimettersi, se l’Italia non manterrà gli impegni presi con l’Europa, e continua a ribadire che, per rientrare nel limite del 3 per cento, servono circa 1,6 miliardi di euro. Purtroppo, al di là delle minacce, è il caso di dire che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Noi dell’IdV, infatti, abbiamo suggerito più volte a Saccomanni che se venissero venduti i titoli confiscati alla mafia, presenti nel Fondo Unico Giustizia, si potrebbe ricavare circa un miliardo di euro. Una cifra che  in un momento così delicato per la nostra economia, potrebbe certamente essere utile. Mi chiedo, quindi, cosa aspetti il ministro ad autorizzare la vendita di quei titoli. Se non ha nulla da nascondere lo faccia immediatamente, altrimenti la smetta di dire che vanno trovate risorse. Queste ci sono, a patto che le si voglia davvero utilizzare. 

 

Comments are closed.