Messaggio di Napolitano alle Camere: dovere urgente uscire dall’emergenza carceri

di | 8 ottobre 2013 | in evidenza | 0 commenti

Zemanta Related Posts ThumbnailLo aveva annunciato qualche tempo fa, in occasione di una visita nel carcere napoletano di Poggioreale. E il Capo dello Stato, non appena il clima politica lo ha consentito, ha portato a compimento il suo progetto inviando un messaggio alle Camere sull’emergenza carceri.

La nota, consegnata ai vertici dei due rami del Parlamento, tra le altre cose, sottolinea il fatto che “L’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti”.

“È un dovere urgente – scrive Napolitano – fare cessare il sovraffollamento carcerario. Sono quindi necessari immediati rimedi straordinari”, tra cui “depenalizzazione e domiciliari”, ma non è escluso che si debbano “valutare” anche “amnistia e indulto”.

Il messaggio sullo stato delle carceri è il primo per il presidente che aveva concluso il primo settennato senza alcun messaggio. A pochi mesi dalla sua rielezione ha, invece, ritenuto opportuno inviare al dibattito parlamentare un messaggio su un tema particolarmente che è quello del sovraffollamento delle prigioni e della conseguente necessità di un provvedimento di amnistia o di indulto. Erano undici anni che le Camere non aprivano un dibattito su un messaggio presidenziale: l’ultimo fu infatti nel 2002 quando Ciampi investì le Camere del tema della libertà di informazione.

Come di consueto non sono mancate le polemiche.

Un plauso al presidente della Repubblica viene da Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Sociali che conferma “l’efficacia delle misure alternative, in particolare, quelle di inserimento lavorativo. Le cooperative sociali sono pronte a sviluppare, ulteriormente, esperienze innovative e coraggiose”. “Valorizzare la funzione rieducativa della pena, attraverso, la formazione e il lavoro – dice Guerini – permette di abbattere la recidiva dal 70% al 10% evitando a coloro che sono stati condannati, una volta scontata la pena, di tornare a delinquere e a intasare il sistema giudiziario”. “Un detenuto costa in media allo Stato circa 200 euro al giorno. L’abbattimento della recidiva, con l’inserimento lavorativo, ripaga più che abbondantemente quanto investito per gli incentivi alle assunzioni. Siamo pronti – conclude  – a continuare a sviluppare questo percorso che dà dignità alle carceri, al detenuto e al Paese”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.