Mediaconciliazione, il 4 dicembre discussione al Tar Lazio

di | 14 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

De-TillaL’attenzione degli avvocati italiani è tutta protesa sul Tar del Lazio dove il 4 dicembre prossimo si svolgerà l’udienza per la discussione della causa sulla mediaconciliazione. La fissazione della data è stata resa nota dall’Associazione Nazionale Avvocati Italiani (Anai). Davanti ai giudici amministrativi l’Avvocatura ha sollevato questioni di incostituzionalità vecchie e nuove. “Il legislatore con la nuova legge – si legge in una nota della organizzazione – ha riproposto gli stessi punti di incostituzionalità già evidenziati e ne ha riproposti nuovi”. “Sicuramente incostituzionale – per il presidente avvocato Maurizio De Tilla – è il ricorso al decreto legge senza quella straordinaria necessità ed urgenza platealmente confessata dalla scelta di adottare un provvedimento la cui efficacia è stata rinviata ad un momento successivo a quello della promulgazione di una legge ordinaria”.

“La nuova legge, inoltre – continua il presidente – ha stabilito che il Giudice, ogni volta che ne valuti la opportunità, può disporre che le parti esperiscano la mediazione che, in tal caso, diventa condizione di procedibilità della domanda. Il che denuncia la illogicità di tale previsione che è in contrasto con la procedura obbligatoria di mediaconciliazione prima del giudizio. Un doppio tentativo di conciliazione anche quando è fallito il primo”.

“Altra questione di incostituzionalità, stigmatizzata anche in sede europea – ha concluso De Tilla – è l’articolo 13 del Dlgs che prevede una vera e propria forma di intimidazione per il cittadino che, sottopostosi alla mediazione, si vede formulare dal mediatore una proposta: se la rifiuta, e la successiva sentenza rispecchia il contenuto di quella proposta, sarà condannato a pagare non solo le spese a tutte le altre parti, ma anche una multa, ed il mediatore deve invitarlo a riflettere su di un rischio del genere. Se il legislatore vuole minacciare in questo modo i cittadini, deve poi garantire, attraverso una adeguata conformazione della professionalità del mediatore, che la proposta che quest’ultimo sottopone loro sia in qualche modo conforme a diritto”.

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