Mastrapasqua, Letta, il tapiro e Papa Francesco

di | 31 gennaio 2014 | politica | 0 commenti

valerio-staffelli-tapiro-doroL’incarico di presidente di un ente pubblico nazionale deve essere fatto in esclusiva e non in regime di conflitto di interesse. Non ci sarebbe da meravigliarsi se al cospetto del presidente del Consiglio, Enrico Letta, artefice di questa presa di posizione, si materializzasse di colpo il simpatico inviato di “Striscia la notizia” per consegnargli un bel tapiro d’oro.

Da un po’ di tempo a questa parte, complice una classe politica che non eccelle in buon senso e lungimiranza, i protagonisti della vita pubblica fanno a gara a scoprire l’acqua calda. E, purtroppo, il premier (con tutti il rispetto, s’intende), non si sottrae a questo gioco al massacro.

Fermo restando il principio della presunzione di innocenza (ci mancherebbe…) che vale per tutti i cittadini, potenti e non, la domanda nasce spontanea: c’era bisogno che scoppiasse l’ennesima inchiesta per decidersi a porre un freno al fenomeno? Mastrapasqua ha beneficiato di un vuoto normativo – che nessuno, finora, ha cercato di colmare – restando alla guida dell’Inps, pur avendo collezionato numerosi altri incarichi in altri enti e società. Adesso il Governo ha deciso di varare un Ddl con procedura d’urgenza. Una mossa, questa, che dovrebbe evitare il commissariamento dell’Ente.

Resta, però, in piedi la figuraccia, l’ennesima, nei confronti del popolo italiano che, per fortuna di “lor signori”, continua a subire le decisioni del Palazzo senza battere ciglio. La nostra impressione, però, è che il Paese reale non ne può più di un certo tipo di politica e di apparato, di tanti formalismi vuoti, di proclami ai quali non seguono atti concreti. Forse è per questo che la fiducia delle Istituzioni è ai minimi storici, mentre, secondo il Rapporto Eurispes, restano ai primi posti della graduatoria Papa Francesco – che ha rotto tutti gli schemi di potere della Curia romana – e le forze dell’ordine.

 

 

 

 

 

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