Marò, interviene la Ue: trovare soluzione soddisfacente per Italia e India

di | 13 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

Rientro in Italia dei marò Salvatore Girone e Massimiliano LatorreSul caso marò interviene anche l’Unione europea: “Seguiamo la situazione molto da vicino” e sollecitiamo l’India “con urgenza a trovare una soluzione mutualmente soddisfacente” e nel quadro “delle convenzioni dell’Onu”. Cosi’ il portavoce del capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, rispondendo sul caso dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti dal governo indiano da febbraio del 2012.
Secco il giudizio di Standard Ethics: “Detenzione di cittadini stranieri in aperta violazione delle convenzioni internazionali”. Con esplicito riferimento al caso dei marò, l’agenzia europea che assegna rating in materia di sostenibilità, responsabilità sociale e governance, ha attribuito all’India una E, valutazione inferiore alla media, sottolineando che potrebbe essere ulteriormente declassata a causa dei “sempre più frequenti casi” di detenzioni che violano le convenzioni e per la tendenze a cedere a forme di nazionalismo.
“Non dovevano essere rimandati in India” e, se questo è stato fatto, è anche per le “fortissime pressioni di gruppi economici”. Lo afferma in una intervista al Tempo l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi, sottolineando che il silenzio di queste ore di Nuova Delhi sulla possibilità che venga applicata la legislazione antiterrorismo sul caso dei due marò “mi fa temere per la loro vita”. “Tutti – ricorda – hanno detto che quella legislazione non era applicabile, che non dovevamo preoccuparci, ma il fatto è che queste assicurazioni non si sono concretizzate. Ho sostenuto sin dall’inizio che un impegno formale sulla non applicazione di questa legislazione antiterrorismo ai nostri marò era il presupposto per la loro riconsegna. Mi sono espresso contro il rinvio dei marò e mi sono appellato al presidente del Consiglio…”.
Perché, ha spiegato Terzi, l’impegno formale non era stato preso “a meno di prendere per buone due righe di un incaricato di affari indiano”. E “in quei giorni drammatici ci sono state forti pressioni di gruppi economici sul governo, che in quel momento stava trattenendo Girone e Latorre in Italia, perché rivedesse le sue posizioni. Non mi spingo a dire che qualcuno abbia detto: ridateglieli. Ma ci fu un forte invito al governo perché rivedesse la sua posizione”. Adesso comunque “un atteggiamento di basso profilo, affidandosi alla cortesia diplomatica, non può ottenere risultati, serve una forte visibilità internazionale. Mi auguro che subito il governo indiano dica che non verrà adottata la legge antiterrorismo”.
Forse, adesso, con la posizione espressa dalla Ue, l’Italia avrà maggior peso nella trattativa. Speriamo bene.

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