Marò, entro 2-3 giorni la decisione sulla pena di morte

di | 10 gennaio 2014 | Senza categoria | 0 commenti

maròIl governo indiano non ha ancora deciso se consentire alla Nia di procedere contro i due marò in base al “Sua Act”, la speciale legge marittima che prevede la pena di morte in caso di omicidio, ma lo farà in due o tre giorni.

Il ministro dell’Interno indiano, Sushil Kumar Shinde, all’indomani del vertice di governo a tre (insieme ai colleghi titolari di Esteri, Salman Khurshid e Giustizia, Kapil Sibal) proprio sulla delicata questione ha incontrato i giornalisti.

“C’erano molti problemi da discutere – ha detto nel corso del faccia a faccia con la stampa, rispondendo a una precisa domanda sul tema . e per quanto riguarda la questione dei due militari italiani, una decisione sarà presa in due o tre giorni”. Secondo le indiscrezioni che circolano sulla stampa indiana, la Nia potrebbe chiedere la pena di morte ma poi potrebbe rinunciarci, chiamando in causa l’impegno del governo indiano con l’Italia a non applicarla.

Nel frattempo è ripartita dagli Stati Uniti Devyani Khobragade, la diplomatica indiana il cui brutale arresto il 12 dicembre a New York ha innescato un duro scontro fra Washington e New Delhi. Dopo che martedì le era stata concessa dagli Usa la piena immunità diplomatica, l’incriminazione da parte di un grand jury di New York per aver mentito sulla retribuzione e sul visto della sua colf ha indotto l’Amministrazione Usa a richiederne la partenza, con una sorta di espulsione. In India la diplomatica avrà un nuovo incarico al ministero degli Esteri e sarà presto raggiunta dal marito e dai figli. Secondo quanto e’ trapelato, la donna ha rifiutato un’offerta in extremis perché ammettesse la propria colpa in cambio dell’archiviazione delle accuse.

Dunque il caso è stato risolto, facendo appello al buon senso ed alla immunità diplomatica. Tratteniamo, a stento, nella penna quanto dovremmo dire a proposito delle autorità indiane che, in violazione delle norme del diritto internazionale, hanno trattenuto illegittimamente i nostri militari. I nostri militari andavano da tempo liberati e tenuti indenni. Purtroppo per loro – e per le loro famiglie – sono incappati in una classe politica inadeguata che non ha saputo far valere, come avrebbe dovuto e potuto, il peso del nostro Paese.

 

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