Malagò vuole (anche) la Federcalcio. Il commissario sarà un suo uomo

di | 21 novembre 2017 | attualità, sport | 0 commenti

Alla velocità della luce, mentre Tavecchio dando le dimissioni da presidente della Federcalcio ha parlato di “sciacallaggio politico“, il presidente del Coni Malagò ha annunciato il commissariamento della Figc, secondo alcuni diretta conseguenza del messaggio netto del ministro per lo Sport Lotti, fedelissimo renziano. 

Il quadro ora è chiaro: Malagò vuole la Figc. Il commissario sarà un suo uomo.

Dal canto suo, Tavecchio ha denunciato una sorta di golpe nei suoi confronti: “Siamo di fronte a un sistema sportivo che si permette di prendere decisioni gravi quando il soggetto più importante che è il fornitore del sistema Italia (la Lega di A ndr, Confindustria del pallone ndr), e la Serie B non ci sono: il 23 e 27 eleggeranno i loro presidenti, oggi siamo al 19: ma aspettare 8 giorni sembrava la tragedia mondiale del calcio italiano”. Senza la A e la B dalla sua parte, restava il sostegno della Lega Dilettanti, guidata da Cosimo Sibilia – senatore di Forza Italia vicino a Malagò ma amico di Tavecchio. Ma dopo il “tradimento” della Lnd, per il numero uno della Fgic non restavano che le dimissioni.

La Giunta sceglierà un plenipotenziario, che per almeno sei mesi, in modo da scavallare anche le elezioni politiche, proverà a fare riforme sostanziali e di struttura del nostro calcio. Malagò ufficialmente si è tirato fuori dalla corsa: “Non sono disponibile, ho troppo da fare e c’è un’Olimpiade invernale all’orizzonte…”). Ma il commissario sarà sua espressione, forte dell’appoggio del ministro Lotti e del suo sponsor, Matteo Renzi.

Poi, dopo, con le elezioni politiche lo scenario cambierà. E ci sarà il solito valzer delle poltrone.

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