Ma quale università per ricchi, la Bocconi aiuta gli studenti poveri

di | 26 settembre 2013 | cultura | Commenti disabilitati su Ma quale università per ricchi, la Bocconi aiuta gli studenti poveri

bocconiUna borsa di studio da 70 mila euro per gli studenti provenienti da situazioni di difficoltà economica e sociale. Il progetto è promosso dall’Università Bocconi di Milano che prevede per tutti gli studenti della città e delle zone dell’hinterland milanese retta, alloggio e mensa gratis e un sussidio per acquistare libri, computer e quant’altro serve per seguire i corsi.  “Una scelta possibile – dichiara il rettore Andrea Sironi- l’idea è quella di andare nelle scuole di periferia a cercare ragazzi di famiglie con situazioni economiche e sociali difficili, immigrate ma non solo. Famiglie che non si sognerebbero neanche lontanamente di poter mandare i propri figli alla Bocconi, anche se hanno del potenziale”.

“Noi abbiamo già studenti con gravi difficoltà e ogni anno diamo più di 20 milioni di euro sotto forma di esoneri e borse di studio per gli studenti che hanno maggiore bisogno di supporto, ma lo abbiamo sempre fatto in modo passivo, cioè uno studente si iscrive e poi fa richiesta di aiuto economico perché le nostre rette sono costose” – ha sottolineato il Rettore, spiegando che ora invece “con questa iniziativa vogliamo farlo in modo attivo”.

“Il messaggio che voglio lanciare- continua – è che la Bocconi non è l’università dei ricchi. O almeno non solo. Mi piace pensare alla Bocconi come un potente ascensore sociale”. Per quanto riguarda i criteri di valutazione per l’acceso alla borsa di studio per i ragazzi “innanzitutto si vedrà la loro situazione economica di provenienza in base all’Isee, e in secondo luogo che ci sia in loro del potenziale. Non devono per forza essere studenti eccezionali – spiega il rettore dell’Ateneo – ma devono superare una soglia per dimostrare di poter fare gli studi qui da noi. Cerchiamo giovani svegli e determinati. Per l’inizio del progetto in quest’anno accademico sono stati accolti dalla Bocconi solo due ragazzi , ma si tratta di una sperimentazione che vogliamo ampliare per arrivare a numeri molto più grandi nei prossimi anni” .

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