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Ludopatia, serve un quadro normativo unico Stato-competitor

ludopatiaNel 2013 il fenomeno del “gioco problematico” sotto il nome di ludopatia aveva “raggiunto livelli superiori rispetto agli anni scorsi” anche se ancora ” non certamente tali da determinare un effetto allarme”. Con queste parole osservava il caso in questione il sottosegretario con delega ai Giochi, Alberto Giorgetti aggiungendo: “Bisogna  però affrontare il problema con serietà e stabilire presidi maggiori rispetto ad oggi, iniziative che devono essere svolte oltre che dai concessionari, dalle autorità regolatorie, ossia i monopoli di Stato, e dalle autorità competenti come Asl e il ministero della Salute” .

Per il vice direttore dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, Luigi Magistro, il bisogno era quello di “un piano di ampio respiro” che coinvolgesse “tutti i player istituzionali” e che mettesse al centro “la prevenzione”. Partendo da questo punto i due maggior competitor del gioco e scommesse d’azzardo in Italia, Sisal e Lottomatica in collaborazione con la Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FeDerSerD), attivarono sul sito della helpline www.giocaresponsabile.it, un servizio di assistenza e trattamento terapeutico telematico. Il giocatore bisognoso di aiuto poteva così registrarsi in forma anonima al sito ed essere ricontattato telefonicamente da un terapeuta, per una cura, stimata dal responsabile del progetto, lo psichiatra Maurizio Fea, della durata di “4-5 mesi”.

Questa era solo una delle tante iniziative promosse in difesa delle persone affette da gioco compulsivo. Con il tempo tutti i Player del gioco in Italia in stretta collaborazione con gli organi dello Stato si addentrarono ancora di piu nella difficile situazione di tutte quelle persone che non riuscendo a smettere di giocare rovinavano le famiglie spendendo interi patrimoni alle slot machine.

E così per il bene comune, lo Stato con il beneplacito dei concessionari, a loro volta al lavoro sul problema dipendenza da gioco, ha affrontato il compito di ridurre drasticamente la ludopatia, che negli ultimi anni aveva visto ancor più un notevole incremento, creando disagi e preoccupazione nel Paese e nelle famiglie italiane.

Questo impegno fu chiesto nel 2014 dal Parlamento al Governo con la delega fiscale e la legge di bilancio.
Lo scopo sostanziale era quello appunto di ridurre la ludopatia, contrastare il gioco illegale, limitare e controllare quello legale, qualificarlo e regolamentarlo.

Il governo fissò cinque punti fondamentali.

1) TAGLIO DELLE SLOT

Il primo passo di questa nuova strategia di riduzione e regolamentazione del gioco è la decisione del Governo di tagliare del 35% le slot machine, che passano da oltre 400mila a 265mila, a partire dall’ aprile 2018.
Questo presupposto ha portato, dopo un lungo e proficuo percorso di dialogo e confronto con Regioni ed enti locali, all’intesa per il riordino del gioco pubblico.
Dimezzamento, in tre anni, dei punti gioco, dagli attuali 98mila a circa 50mila;

2) TESSERA SANITARIA

Introduzione della tessera sanitaria per giocare e accesso selettivo ai punti di gioco per la tutela dei minori;

3) TAGLIO BANCONOTE

La riduzione da 500 a 100 euro nel taglio di banconote che possono essere immesse nelle Vlt( slot);

4) OSSERVANZA PREVISIONI DOCUMENTO MINISTERO DELLA SALUTE SUL GIOCO PATOLOGICO

Richiamo alle previsioni contenute nel documento redatto dall’Osservatorio per il contrasto del gioco patologico del Ministero della Salute;
5) BANCA DATI SUL CONTROLLO VOLUME DI GIOCO

Innalzamento dei sistemi di controllo, il costante monitoraggio dell’applicazione della riforma, anche attraverso una banca dati gratuita sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, alla quale possono accedere i Comuni.
Sono questi i punti centrali di un accordo dal quale ripartire per fornire un quadro nazionale unico che rispetti le autonomie locali, che contribuisci a ridurre l’offerta, che tuteli i cittadini, facendo propria quella sensibilità sociale nata nel mondo dell’associazionismo e della società civile.
Tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, contrastare il crimine organizzato, di proteggere la pubblica fede contro il rischio di frodi e, conseguentemente, di salvaguardare i minori di età e i soggetti più deboli da una diffusione del gioco incontrollata, indiscriminata e senza regole, attraverso la canalizzazione della domanda di gioco sui circuiti leciti, trasparenti e controllati, distogliendola dall’illegalità, oltre che, in via indiretta, di tutelare i correlati interessi erariali.

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