Luci sull’Est a difesa della libertà di culto in Ucraina

di | 27 marzo 2014 | mondo cattolico | 0 commenti

kiev“Quella ucraina è una chiesa che ha bisogno di noi. Ha già duramente conosciuto l’oltraggio delle persecuzioni e del martirio sotto il regime comunista di Stalin, e adesso soffre le minacce delle fazioni pro-russe”. Così Julio Loredo, portavoce di Luci sull’Est, rinnova l’impegno a sostegno della Chiesa greco-cattolica ucraina, che ha già subito minacce da parte dell’allora viceministro Timofy Kokhan per aver dato supporto spirituale ai manifestanti. La crisi geopolitica che ha portato prima al rovesciamento del governo filo-russo a Kiev e in seguito all’annessione della penisola di Crimea da parte di Mosca ha un importante risvolto religioso su cui i notiziari quasi nulla dicono, sottolinea l’associazione.

“Noi, che crediamo in Dio – aggiunge Loredo – avvertiamo un’esigenza speciale di pregare per la pace e la tranquillità in Ucraina, e specialmente per la libertà della Chiesa greco-cattolica. A tal fine, abbiamo lanciato una petizione affinché sia garantita la sua libertà di culto. Vogliamo dare il nostro sostegno spirituale alla Chiesa greco-cattolica nella sua quotidiana missione di aiuto ai fedeli ucraini”.

Dello stesso avviso Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, primate della Chiesa greco-cattolica, ricevuto in udienza da Papa Francesco qualche giorno fa: “La missione della Chiesa greco cattolica ucraina è sempre stata quella di stare con la gente e tra la gente. La Chiesa – ha dichiarato monsignor Schevchuk – non partecipa al processo politico ma non può restare in disparte quando i suoi fedeli chiedono aiuto spirituale. Essere con i fedeli è dovere del sacerdote, legato alla missione stessa della Chiesa”.

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