Luci e splendori di palazzo Barberini

di | 2 settembre 2013 | Museum | Commenti disabilitati su Luci e splendori di palazzo Barberini

di Cinzia Giorgio*

Palazzo Barberini - ingressoL’iniziativa Una notte al Museo, cominciata sabato 27 luglio 2013, continuerà fino a sabato 28 dicembre e si ripeterà regolarmente ogni ultimo sabato del mese . Il progetto è stato ideato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e prevede l’apertura serale – dalle 20:00 alle 24:00 – dei luoghi d’eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche statali. In particolare le aperture saranno assicurate per i musei fino a dicembre 2013, mentre per i siti archeologici fino a settembre 2013.

“Ho lavorato molto per questo progetto” ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, “che avvicina i nostri musei agli standard europei e intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza di questi luoghi, quali riferimenti essenziali per la promozione dei territori e dunque significativi veicoli di sviluppo economico. I cittadini e i turisti avranno la possibilità, fuori dai consueti orari di visita, di ammirare il patrimonio culturale dell’Italia”. Siamo andati, ieri sera – sabato 31 agosto – a vedere come l’iniziativa è stata accolta in uno dei musei della Capitale che aderisce all’iniziativa: Palazzo Barberini. A sessant’anni dalla sua apertura come museo, questa summa del Barocco romano (vi hanno lavorato tutti i grandi del periodo: Bernini, Borromini e Pietro da Cortona), la splendida dimora dei Barberini aprì per la prima volta al pubblico il 21 maggio del 1953, svelando i tesori della Galleria Nazionale d’Arte Antica.

Il nuovo ingresso monumentale e scenografico da via delle Quattro Fontane è la giusta introduzione alle superbe opere d’arte che si trovano al suo interno. Dal 7 marzo 2013, il percorso espositivo si è arricchito, infatti, di nuove opere con la collezione di Enrichetta Hertz: quarantadue dipinti di maestri del Cinquecento e del Seicento, donati alla galleria. Tra le opere vanno menzionate: i putti ad affresco di scuola raffaellesca, una Madonna con Bambino di Giulio Romano, il San Giorgio e il Drago di Procaccini e la Santa Cecilia del Garofalo.

Palazzo Barberini è la storica dimora della Fornarina di Raffaello, divenuta simbolo stesso del museo; della Maddalena di Piero di Cosimo; di Giuditta e Oloferne del Caravaggio; di Cristo e l’adultera del Tintoretto e del ritratto di Beatrice Cenci attribuito a Giudo Reni. Ma non mancano opere di Bellini, Lotto, Guercino, Filippo Lippi, Bronzino e Holbein, solo per citarne alcuni. Un patrimonio unico, racchiuso in una cornice altrettanto suggestiva; non dimentichiamo di alzare gli occhi al soffitto e di ammirare gli affreschi di Pietro da Cortona, che ci trasportano immediatamente nella Roma barocca, di cui possiamo sentirne quasi i sapori.

L’affluenza alla Galleria era discreta, molti italiani e diversi stranieri, europei per la maggior parte. Se ne raccomanda la visione a tutti, non solo in occasione delle notti al museo del Mibac ma anche per la gioia di vedere da vicino una delle perle del nostro prezioso patrimonio artistico.

*Scrittrice e saggista. Dottore di ricerca in letterature comparate presso l’Università di Roma Tre.

Nella foto Palazzo Barberini (Per gentile concessione dei fotografi: benvegnù – guaitoli – lannutti

 

 

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