L’isola di plastica in mezzo al Pacifico e diventata tre volte la Francia

di | 29 marzo 2018 | ambiente | 0 commenti

Pesa poco meno di due corazzate della II Guerra mondiale ma ha un’estensione pari 3 volte la Francia, Chissà che a qualcuno non venga in mente di sbarcarci sopra e fondare un nuovo Stato. Parliamo dell’Isola che dagli anni ’70 ha iniziato a formarsi a causa dell’accumulo di oggetti di plastica gettati in mare e che per qualche strano movimento di corrente marina arrivano tutti lì a costruire questo immenso monumento alle buone intenzioni che non hanno seguito nei fatti. In mare continua a finirci di tutto e questa, per quanto immensa, è solo la punta dell’Iceberg in fatto di agenti inquinanti sversati in mare, ed in fin dei conti, i più facili da recuperare se paragonati agli idrocarburi o ai fusti di sostanze tossiche che giacciono in fondo al mare in vari luoghi della terra. L’isla di plastica, che si estende per 1,6 milioni di km quadrati e con una massa di 1,8 trilioni di pezzi, pari a 80.000 tonnellate, si trova, come detto, nell’Oceano Pacifico, e precisamente fra la California e le Hawaii.

E’ la Grande Chiazza di Plastica del Pacifico, come è stata battezzata dalla fondazione olandese Ocean Cleanup, che con 30 navi e 2 aerei ha fatto una stima delle sue dimensioni e della sua composizione. La ricerca, condotta dal 2013 al 2015, è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports. La Chiazza è dalle 4 alle 16 volte più grandi delle stime precedenti. E’ formata al 46% da reti da pesca, poi da plastiche rigide come polietilene (PE) e polipropilene (PP). Il 92% degli oggetti è più grande di 0,5 cm. I ricercatori hanno trovato in acqua oggetti intatti risalenti agli anni Settanta.

Al centro la Chiazza ha una densità fino a 100 kg di plastica per km quadrato, che scende sotto i 10 chili per km quadrato ai margini. Negli anni Settanta la densità era di 0,2 kg di plastica al metro cubo di acqua, oggi supera 1,2 chili. L’84% del materiale trovato conteneva sostanze tossiche. I pezzi più grandi di plastica, come le reti o i sacchetti, imprigionano, soffocano ed uccidono gli animali marini. I pezzi più piccoli e le microplastiche vengono ingoiati dai pesci ed entrano nella catena alimentare, finendo sulle tavole degli esseri umani.

 

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