Lifeline, per il governo italiano deve attraccare a Malta

di | 22 giugno 2018 | attualità, politica | 0 commenti

LifelineNuovo braccio di ferro dell’esecutivo con le Ong nel Mediterraneo. La nave della tedesca Lifeline intervenuta in soccorso di oltre 200 migranti al largo della Libia chiede un porto sicuro dove poter attraccare affermando di aver agito nelle regole, mentre il vicepremier Salvini e il ministro Toninelli replicano: “Stanno agendo in acque libiche fuori da ogni regola, fuori dal diritto internazionale’, e chiede un’indagine alla Guardia costiera, aggiungendo che sono stati imbarcati migranti ‘senza avere i mezzi tecnici per poter garantire l’incolumità degli stessi e dell’equipaggio. Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli su Facebook spiega: “La Lifeline non si può muovere, ha una capienza di 50 persone ed ha 224 migranti a bordo che non vuole dare alla Libia. Nonostante siamo in mare libico ci assumiamo noi la responsabilità di portarli sulle navi della nostra Guardia costiera, la porteremo in Italia dove dovrà fermarsi perché la sequestreremo: è una nave apolide che non può navigare in acque internazionali”. In seguito una ulteriore precisazione: “La nave ong Lifeline batte illegittimamente bandiera olandese, visto che non è registrata in quel Paese. Di fatto è una nave apolide che non dovrebbe e non potrebbe navigare in acque internazionali. Potrebbe essere considerata una nave pirata”. In tarda serata Salvini rincara la dose: “Se arrivano in Italia gli sequestriamo la nave e processiamo l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Navi fantasma nei porti italiani non le voglio”, conclude il ministro.

Il Viminale precisa che l’Italia sta lavorando per salvare tutte le vite umane a bordo della Lifeline e ritiene che debbano sbarcare in Libia o a Malta e sta trattando con questi due Paesi per ottenere questa soluzione. Le fonti del ministero dell’Interno aggiungono che, nel caso in cui la nave finisca per attraccare in Italia, ciò potrebbe accadere solo se vuota. E in tal caso verrebbe sequestrata e il suo equipaggio arrestato.
Nel frattempo su Twitter  la rappresentanza dei Paesi Bassi presso l’Ue risponde così: “Seefuchs e Lifeline non viaggiano con bandiera olandese, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). Queste navi appartengono a Ong tedesche e non sono registrate in Olanda. Pertanto l’Olanda non può dare istruzioni a queste imbarcazioni. L’Italia è a conoscenza della posizione olandese”.

 “Condividiamo esplicitamente le preoccupazioni dell’Italia sul continuo flusso irregolare di migranti, che attraversano il mar Mediterraneo, gli effetti collaterali indesiderati delle operazioni di soccorso, e la precaria posizione dell’Italia come primo Paese di arrivo. La solidarietà è necessaria”, scrive la rappresentanza olandese presso l’Ue. Questa situazione, scrivono “richiede negoziati a livello europeo. L’Ue ed i suoi Stati membri devono agire in cooperazione ed in modo comprensivo per migliorare l’accoglienza nella regione; affrontare le cause alla radice della migrazione; migliorare la cooperazione con i Paesi terzi; migliorare i rimpatri attraverso procedure di asilo veloci ed efficaci; migliorare le possibilità di detenzione per affrontare il modello cinico dei trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo”.

“Non è chiaro – continua il messaggio – se le due navi siano idonee alla navigazione e siano attrezzate per accogliere un gran numero di persone a bordo. Le Ong, prima di imbarcare i migranti, dovrebbero garantire che il trasporto possa essere effettuato in modo sicuro, affinché i migranti possano essere portati in sicurezza ad un porto vicino. Inoltre si ricorda che “in generale la possibilità di dare istruzioni presume anche che le Ong stiano violando la legge internazionale e locale. Mentre i Paesi Bassi sostengono tutte le attività di salvataggio, tutte le navi devono prendere in considerazione tutte le regole ed i regolamenti internazionali”.

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