L’Hiv torna a far paura in Europa

di | 28 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

hivL’Hiv dilaga in Europa. Il virus dell’immunodeficienza umana torna a diffondersi su larga scala. Nel 2012 sono state rilevate più di 131mila nuove infezioni da questo terribile virus. Si parla di ben diecimila casi in più rispetto al 2011, per un totale dell’8 per cento. A rivelare i dati raccolti è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa. Delle 131mila nuove infezioni, in particolare, quasi 102mila sono state rilevate nei Paesi dell’area dell’Eeca (Europa orientale e Asia centrale), mentre le rimanenti 29mila sono state registrate nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Quanto ai casi di Aids, mentre tra il 2006 e il 2012 hanno mostrato un declino del 48 per cento nei Paesi della Ue, nell’area dell’Europa orientale e Asia centrale il numero di persone con nuova diagnosi di malattia conclamata è aumentato del 113 per cento, incremento dovuto alla bassa copertura delle misure di prevenzione a base di farmaci antiretrovirali. “I nostri dati mostrano che quasi una diagnosi su due di Hiv nei Paesi della Ue viene effettuata tardi – spiega Marc Sprenger, direttore dell’Ecdc -. Il che significa che questi pazienti hanno bisogno di iniziare subito la terapia antiretrovirale perché il loro sistema immunitario ha già cominciato a fallire. Questo dimostra che c’è necessità di rendere il test per l’Hiv più disponibile possibile in tutta Europa per garantire la diagnosi precoce e i trattamenti e le cure più efficaci”.
Anche in Italia il virus non fa sconti. Da tre anni a questa parte, infatti, secondo il quadro tracciato dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali, i casi sono aumentati di quattromila unità l’anno. Spesso le nuove infezioni vengono scoperte quando la malattia è già a uno stadio avanzato.
Il quadro tracciato da Massimo Andreoni, presidente della Simit a Milano, alla presentazione di un nuovo farmaco per l’Hiv, è preoccupante. Anche se si sono compiuti grandi progressi nelle terapie, “che oggi funzionano nel 90 per cento dei casi e la mortalità si è ridotta all’1-2 per cento, dobbiamo riflettere sul fatto che le nuove infezioni non calano e si arriva alla diagnosi tardi, quando la malattia è molto avanzata”. La gente deve essere“ sensibilizzata fare il test – sottolinea Andreoni – Oggi sono pochissimi gli adolescenti che hanno questa consapevolezza. Non bisogna abbassare la guardia. Anche perché l’80 per cento delle infezioni adesso avviene per via sessuale”.
In Italia la città con più contagi risulta essere Milano con il 56 per cento di nuovi casi che statisticamente equivalgono a tre nuovi contagiati ogni due giorni. Il dato è allarmante, nonostante la maggiore informazione i casi aumentano a causa della mancata prevenzione. Il problema è legato anche al fatto che molti malati non sanno di esserlo e i rapporti sessuali sono non protetti. Il dato positivo, invece è che sono calati i malati di Aids.
La situazione più preoccupante è però quella della Grecia. Ad Atene, infatti, i tassi di infezione da Hiv e di uso di eroina sono aumentati in questi ultimi anni con l’aggravarsi della crisi economica che ha messo in ginocchio il Paese. La disperazione avrebbe spinto alcune persone ad autoiniettarsi il virus dell’Hiv pur di accedere ai sussidi statali e ai farmaci anti-droga.

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