L’evasione fiscale da Nord a Sud

di | 2 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su L’evasione fiscale da Nord a Sud

di Ciro Balzano

guardia-di-finanzaÈ passato poco più di un anno, dall’ultimo rapporto dell’Eures  in  cui venivano dettagliatamente evidenziati i danni dell’evasione fiscale, in crescita ogni anno, sui conti pubblici italiani. Se volessimo organizzare una gara tra le professioni italiane in relazione all’evasione fiscale, allora sicuramente dovremmo iniziare a considerare come irraggiungibile la prima posizione, detenuta saldamente dalle ripetizioni scolastiche, prima con l’89 per cento, al secondo posto i Giardinieri, staccati al 67 per cento , al terzo posto invece i Falegnami, con il 62 per cento, mentre a seguire gli Idraulici (62 %), Fabbri e Muratori  (60 %), Tappezzieri ed Elettricisti (57 %). 

Poco meno di un anno fa, il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, con fervore ammoniva dinanzi alla commissione Finanze del Senato, che “ le dimensioni complessive del fenomeno evasivo, continuano ad essere particolarmente rilevanti e collocano il nostro Paese ai primissimi posti”.  Un primato, evidentemente, di cui non dovremmo andare fieri.  Sempre secondo Giampaolino “è necessario destinare almeno parte dei recuperi della lotta all’evasione alla riduzione del prelievo complessivo”. Che più semplicemente significa:  più lotta all’evasione, recuperando risorse ingenti, meno tasse per tutti.

L’evasione secondo il Presidente della Corte dei Conti, è un processo che pian piano diventa sempre più abituale, perché “ Il passo iniziale è generalmente costituito dall’evasione dell’IVA, evitando di fatturare o rilasciare regolare scontrino” segue poi la riduzione dell’imponibile dell’IRAP, dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) , e poi le imposte locali. Spesso e volentieri l’evasore, dopo anni di evasione, svilupperà la capacità di collocarsi in una fascia reddituale che gli permetta di ottenere ulteriori sgravi sociali e fiscali, aggiungendo così ai risparmi derivanti dall’evasione anche i benefici dello stato sociale.

Il fenomeno dell’evasione fiscale è del tutto endemico in ogni territorio italiano. Le stime sulla base delle mille e più investigazioni, diffuse tempo fa dalla Guardia di Finanza, parlano di circa 2,4 miliardi di euro sottratti al Fisco Italiano, IVA (Imposta sul valore aggiunto) ed IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) evase rispettivamente per 300 milioni di euro ed un miliardo di euro e più di 1000 evasori totali, cioè completamente sconosciuti al Fisco. Però bisogna effettuare delle distinzioni per quanto riguarda la diffusione sul territorio nazionale di questo radicato fenomeno : il tasso di evasori è maggiore al Sud  mentre al Nord ad essere maggiore è il tasso di evasione. Non solo. Il Sud e le Isole sono i territori nei quali è maggiore  l’illegalità fiscale rispetto al resto d’Italia. La situazione però si capovolge radicalmente se concentriamo la nostra attenzione agli importi evasi. Infatti al Nord, nelle zone più ricche,  si concentrano le somme maggiori sottratte alla tassazione.

Differenze territoriali nette, dovute soprattutto a storie, industriali e sociali, diverse dei vari territori italiani. Al sud e al centro tante imprese “piccole”, al Nord poche imprese “grandi”. Questo scenario, fotografato empiricamente dalla Guardia di Finanza, non fa altro che ridimensionare ed archiviare definitivamente quelle posizioni ideologiche, spesso vomitate con veemenza da una parte del paese, spesso sobillato da sedicenti esponenti politici, verso il Mezzogiorno d’Italia che da secoli subisce questi pregiudizi infondati.

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