Legge elettorale, la Consulta: ecco perché il Porcellum è illegittimo

di | 13 gennaio 2014 | politica | 0 commenti

elezioniIl Porcellum è incostituzionale perché il premio di maggioranza previsto “è foriero si una eccessiva sovra-rappresentazione” e può produrre “una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica” non imponendo “il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”. Ma il Parlamento in carica è pienamente legittimo in quanto la sentenza non è retroattiva e “non tocca in alcun modo gli atti posti in essere in conseguenza di quanto stabilito durante il vigore delle norme annullate, compresi gli esiti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto”. Questi, in estrema sintesi, i motivi in base ai quali la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge elettorale con la quale sono stati eletti i membri delle Camere tuttora in carica. In ventisei pagine, vergate dal giudice relatore, professor Giuseppe Tesauro, sono state affrontate tutte le possibili implicazioni della pronuncia. Secondo la Consulta, la legge elettorale bocciata dà vita ad “un meccanismo premiale manifestamente irragionevole, il quale, da un lato, incentivando il raggiungimento di accordi tra le liste al fine di accedere al premio, si porrebbe in contraddizione con l’esigenza di assicurare la governabilità, stante la possibilità che, anche immediatamente dopo le elezioni, la coalizione beneficiaria del premio si sciolga o uno o più partiti che ne facevano parte ne escano; dall’altro, provocherebbe una alterazione degli equilibri istituzionali, tenuto conto che la maggioranza beneficiaria del premio sarebbe in grado di eleggere gli organi di garanzia che, tra l’altro, restano in carica per un tempo più lungo della legislatura”. “Un’ulteriore censura – affermano ancora i giudici di legittimità – è, infine, prospettata con riferimento agli artt. 3 e 48, secondo comma, Cost., in quanto, posto che l’entità del premio, in favore della lista o coalizione che ha ottenuto più voti, varia da Regione a Regione ed è maggiore nelle Regioni più grandi e popolose, il peso del voto (che dovrebbe essere uguale e contare allo stesso modo ai fini della traduzione in seggi) sarebbe diverso a seconda della collocazione geografica dei cittadini elettori”. La sentenza è “auto applicativa”, ovvero prevede che una volta cancellato il vecchio sistema elettorale resti in vigore un proporzionale puro, quindi senza premio di maggioranza e con la possibilità per l’elettore di esprimere una sola preferenza.

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