Legge elettorale e riforme, ecco le proposte di Matteo Renzi

di | 20 gennaio 2014 | politica | 0 commenti

RenziDa rottamatore a innovatore. Il segretario del Pd Matteo Renzi, davanti alla direzione del partito, riunita per votare la bozza del testo di legge elettorale dopo lo storico faccia a faccia con l’ex premier Silvio Berlusconi al Nazareno, mette in campo tutto il suo carisma per lanciare un messaggio chiaro alla fronda interna. Quelle in discussione – spiega –  non sono le proposte del segretario ma quelle su cui si sono espressi due milioni di elettori che hanno preso parte alle primarie: “È arrivato il momento di far vedere che la politica non è solo discussione – arringa il sindaco di Firenze –  perché se la politica smette di fare politica a si mette a discutere, discutere e discutere smette di essere politica e diventa bar sport”.

“Il 15 febbraio – continua – la segreteria andrà a chiudere il pacchetto della proposta sul superamento del Senato e avremo 20 giorni per discutere con altri partiti. Nella seconda meta di febbraio presenteremo il ddl costituzionale per arrivare all’ok in prima lettura al Senato entro il 25 maggio”. Tempi certi, dunque, per dimostrare che il nuovo Pd ha voglia di chiudere con l’immobilismo e vuole inaugurare una nuova stagione politica che si contraddistinguerà anche, e non solo, per il superamento del bicameralismo perfetto, nel senso che dovrebbe essere la sola Camera dei Deputati a dare la fiducia al Governo, e per l’eliminazione dell’elezione diretta dei membri e l’indennità.  Il tutto avrà “ricadute evidenti nel numero dei parlamentari ed è un segnale nella battaglia contro l’antipolitica perché Grillo non lo asciughi con gli algoritmi ma con la politica. Potremo dire agli italiani che la prossima volta non voteranno più per il Senato”.

L’accordo con il Cavaliere prevede la novità del “ballottaggio”, nel senso che nessuno ottiene il 35%, le due coalizioni che hanno più voti vanno al ballottaggio 15 giorni dopo le elezioni per contendersi il premio del 15%. Un modo per evitare il ritorno a un governo delle “larghe intese”.  Il nuovo modello elettorale, battezzato come “Italicum”, prevede una ripartizione nazionale e non su circoscrizioni.

Renzi ha poi sottolineato che Riforme e nuova legge elettorale fanno parte di un unico pacchetto non modificabile frutto anche dell’intesa raggiunta con Silvio Berlusconi. E in questo senso, ha sottolineato, “l’accordo politico non prevede le preferenze”. Il segretario ha poi ribadito che il Pd sceglierà i suoi candidati con le primarie («Un’idea già attuata lo scorso anno da Bersani») e di volere per le proprie liste il “vincolo assoluto della rappresentanza di genere”, ovvero l’alternanza uomo-donna negli elenchi sottoposti agli elettori.

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