Legge di Stabilità, i piccoli azionisti chiedono un’imposta di bollo equa sul risparmio

di | 22 novembre 2013 | economia | 0 commenti

ugobiggeriSi fa sempre più concreta l’ipotesi che le possibili modifiche alla Legge di Stabilità varata dal Governo siano accorpate in un maxi-emendamento su cui il Governo potrebbe porre la questione di fiducia per abbreviare i tempi di approvazione. Banca Etica insieme ai suoi 38mila soci rinnova con forza l’auspicio che Governo e forze parlamentari introducano nel maxi-emendamento un correttivo all’iniquità dell’attuale bollo sui depositi, che fa pagare proporzionalmente 34 volte di più i piccoli azionisti rispetto ai grandi investitori. Negli ultimi giorni centinaia di piccoli risparmiatori hanno aderito alla mobilitazione promossa da Banca Etica su Twitter, condividendo appelli alle forze politiche con l’hashtag #BolloEquo. Il disegno di legge predisposto dal Governo stabilisce di innalzare l’imposta di bollo su estratti conto, depositi bancari e postali dall’attuale 1,5 per mille al 2 per mille, lasciando invece invariata l’imposizione minima fissata in 34,20 euro applicata a tutti i depositi anche di importi molto contenuti. Una norma quest’ultima che colpisce le esperienze di azionariato popolare e democrazia economica.

Banca Etica ha una base sociale composta da oltre 38mila piccoli azionisti, la maggior parte dei quali detiene azioni di Banca Etica per importi inferiori ai 500 euro. Questa forma di azionariato popolare e diffuso è ciò che ha permesso a Banca Etica di crescere nei suoi 15 anni di attività, diventando oggi un istituto di credito di rilievo nazionale, conosciuto anche all’estero tra le best practice nel campo della finanza sostenibile. Il bollo fisso di 34,20 euro è una palese iniquità ai danni dei piccoli risparmiatori: chi detiene, ad esempio, depositi per 500 euro, si trova infatti a pagare una tassa anticostituzionalmente regressiva che supera il 68 per mille contro l’1,5 per mille (che potrebbe diventare il 2 per mille con la nuova finanziaria) imposto a chi detiene somme superiori ai 17.100 € (soglia oltre la quale si applica la tassazione standard del’1,5 per mille e non l’imposta fissa di 34,20 euro). “Rinnoviamo con forza la richiesta che sia introdotta un’esenzione dal pagamento del bollo, almeno per gli investimenti inferiori a mille euro o anche semplicemente di introdurre un’imposizione proporzionale per tutti: se tutti pagassero il 2 per mille, infatti, il nostro socio medio che ha 500 euro di azioni pagherebbe 1 euro di bollo, contro i 34,20 imposti oggi!” – spiega il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, che aggiunge: “La mancanza di copertura economica è un alibi che non regge: è infatti evidente che un bollo di 34,20€ su partecipazioni inferiori ai mille euro produrrà un gettito pressoché nullo, visto che i risparmiatori saranno costretti a vendere piuttosto che mantenere azioni tassate in maniera spropositata rispetto al loro valore e a eventuali rendite o guadagni”.

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