Legge di stabilità, Banca Etica chiede di correggere l’iniquità del bollo sui depositi

di | 14 novembre 2013 | economia | 0 commenti

operatore_sportelloIn questi giorni il Parlamento Italiano è impegnato a esaminare la Legge di Stabilità proposta dal Governo delle larghe intese. Il testo predisposto dal Governo stabilisce – tra l’altro – di innalzare l’imposta di bollo su estratti conto, depositi bancari e postali dall’attuale 1,5 per mille al 2 per mille, lasciando invece invariata la legge attualmente in vigore per quanto riguarda la presenza di un’imposizione minima fissata in 34,20 euro applicata a tutti i depositi anche di importi molto contenuti. Banca Etica, insieme a migliaia di soci che la sostengono, si è battuta per la correzione di questa misura iniqua e incostituzionale, sin dalla sua prima introduzione nel 2011 ad opera del Governo Monti.

“In particolare abbiamo evidenziato che la nostra base sociale è composta da oltre 37mila piccoli azionisti, la maggior parte dei quali detiene azioni di Banca Etica per importi inferiori ai 500 euro. Questa forma di azionariato popolare e diffuso è ciò che ha permesso a Banca Etica di crescere nei suoi 15 anni di attività, diventando oggi un istituto di credito di rilievo nazionale, conosciuto anche all’estero tra le best parctice nel campo della finanza sostenibile – spiega il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri – L’imposta di bollo minima fissata in 34,20€ negli ultimi mesi ha però costretto molti dei nostri soci persone fisiche a vendere le proprie azioni di Banca Etica”. “Il bollo fisso di 34,20 euro – si legge in un comunicato – è una palese iniquità ai danni dei piccoli risparmiatori: chi detiene, ad esempio, depositi per 500 euro, si trova infatti a pagare una tassa anticostituzionalmente regressiva che supera il 68 per mille contro l’1,5 per mille (che potrebbe diventare il 2 per mille con la nuova finanziaria) imposto a chi detiene somme superiori ai 17.100 € (soglia oltre la quale si applica la tassazione standard dell’1,5 per mille). È come dire che chi ha solo 500 euro investiti paga in proporzione 34 volte di più rispetto a chi ne abbia investiti più di 17mila”.

Di qui l’appello di Banca Etica e dei suoi soci ai senatori “di approvare gli urgenti correttivi proposti da alcuni sentori, o anche semplicemente di introdurre un’imposizione proporzionale per tutti”. “Se tutti pagassero il 2 per mille, infatti, il nostro socio medio che ha 500 euro di azioni pagherebbe 1 euro di bollo, contro i 34,20 imposti oggi – conclude il presidente – la mancanza di copertura economica è un alibi che non regge: è infatti evidente che un bollo di 34,20€ su partecipazioni inferiori ai mille euro produce un gettito pressoché nullo, visto che i risparmiatori sono costretti a vendere piuttosto che mantenere azioni tassate in maniera spropositata rispetto al loro valore e a eventuali rendite o guadagni”.

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