Lega e 5 Stelle di nuovo al lavoro, governo giallo-verde stenta a partire

di | 15 maggio 2018 | attualità, politica | 0 commenti

Salvini Di MaioL’Odissea per formare un governo a firma Movimento 5 Stelle-Lega è ripresa ed oggi, alla Camera, si discute ancora sui punti e suo dettagli riguardanti il contratto di programma che si spera porterà ad un intesa tra i due leader politici.  Una lunga e dura giornata di lavoro si prospetta quindi per i deputati e i senatori dei due schieramenti arrivati in mattinata a Montecitorio.
Al momento ancora non c’è traccia dei due “big”, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Quest’ultimo, come al solito però, non fa mancare la sua presenza sui social: “Buona giornata Amici! Coerenza, pazienza, voglia di fare, umiltà e concretezza, e serve anche fortuna. Vi voglio bene”: così su Twitter il leader della Lega postando la foto di un cappuccino con tanto di disegno di un cuore di cacao.

M5S e Lega nella giornata di ieri, quella che sarebbe dovuta passare come decisiva per mettere la ” firma” quantomeno al contratto di governo, a quanto pare ancora mostrano posizioni distanti e divergenze sul programma e soprattutto sulla “question” della premiership, vero e proprio nodo gordiano sia per Di Maio che per Salvini.
I due leader saliti al Colle separatamente, sembrano trovarsi d’ accordo solo su due punti: la richiesta di altro tempo inoltrata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la decisione di mettere il programma al vaglio di una base sempre più scalpitante.

A dura prova la pazienza del presidente Mattarella che per ora mantiene la calma e concede un lasso di tempo imprecisato ai due partiti ma all’indomani della vorticosa due giorni di riunioni al Pirellone la quadra tra M5S e Lega ancora non c’è. Di Maio e Salvini tornano a vedersi alla Camera, a margine della nuova riunione tecnica convocata dalle due delegazioni.

Di fronte ai cronisti i due leader, ammettono che l’accordo di governo è ancora lontano. “Siamo consapevoli delle scadenze internazionali ma chiediamo qualche altro giorno perché si sta scrivendo un programma di governo per 5 anni”, afferma Di Maio che mostra, comunque, un certo ottimismo nonostante la fumata nera di oggi: “in fondo è solo la prima consultazione che facciamo dopo l’intesa”. Più dure le parole di Salvini. Il leader della Lega parla di “visioni diverse o distanti” su giustizia, infrastrutture, rilancia la necessità di ridiscutere i trattati europei e pretende “mano libera sui migranti”. “Se non siamo in grado di fare quello che ci chiedono gli italiani non cominciamo neanche e ci salutiamo, è il messaggio di Salvini, che torna a evocare le urne: “se dessi retta ai sondaggi sarei il primo a dire andiamo al voto”. Entrambi, invece, lasciano da parte la questione della squadra. 
“Nomi pubblicamente non li facciamo”, spiega Di Maio. “Non questioniamo sui nomi”, gli fa eco Salvini. Ma il nodo c’è, eccome. La ricerca del premier terzo, finora, non dà frutti, le chance dell’economista Giulio Sapelli – proposto dalla Lega – affondano nel giro di una mattinata né sembra prendere quota l’avvocato Giuseppe Conte, candidato ministro del M5S, unico nome rimasto ancora appeso – a quanto pare – nei colloqui tra M5s-Lega e Quirinale. I due nomi, tra l’altro, sarebbero stati fatti nella giornata di ieri. Al fulcro dell’impasse, al di là della scelta tra una figura tecnica o politica, c’è tuttavia lo scontro su chi, tra M5S e Lega, avrà lo scettro di comando del governo. Un nodo sul quale pesa, soprattutto dopo la riabilitazione di Silvio Berlusconi, il legame di Salvini con la coalizione di centrodestra. E non è un caso, forse, che il leader della Lega dica “no” ad una premiership di Di Maio nel giorno in cui Giorgia Meloni ribadisce la sua opposizione ad un esecutivo a guida M5S. E anche sul programma, l’ombra dell’ex Cavaliere non svanisce. “Siamo per i processi brevi ma partiamo da questioni differenti anche perché io sono in questa veste non solo da leader della Lega ma della coalizione di centrodestra”, avverte il leader della Lega che il weekend prossimo allestirà dei gazebo ad hoc per consultare i suoi elettori sul programma. E “presto” anche il MS5 chiederà il parere dei suoi iscritti sulla piattaforma Rousseau per “decidere se il governo dovrà o meno partire”. Di fatto con queste scadenze M55 e Lega si danno un’altra settimana di tempo. L’ultima, anche perché, lunedì prossimi saranno passati quasi 80 giorni dalle elezioni.

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