L’economia delle famiglie in tempi di crisi

di | 2 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su L’economia delle famiglie in tempi di crisi

di Ciro Balzano

In tempo (o regime) di crisi, le regole di ogni famiglia sono poche ma sacrosante. Bisogna tirare la cinghia e quindi consumare di meno, meglio e risparmiare di più. Il trend che si evince dall’ultimo rapporto Istat (Reddito e Risparmio delle famiglie del 9 Luglio 2013) è proprio questo.
euroNei primi tre mesi del 2013 l’inclinazione al risparmio delle famiglie italiane, che prima facevano parte della componente consumatrice, è aumentata di quasi un punto percentuale rispetto sia all’ultimo periodo che allo stesso lasso di tempo del 2012,infatti la percentuale totale calcolata è stata del 9,3%.

Altro discorso invece per il reddito nominale disponibile sempre delle famiglie consumatrici, che nel primo trimestre del 2013, è aumentato dello 0,8% rispetto al periodo finale del 2012 mentre è diminuito dello 0.4% rispetto alla corrispondente  fase dell’anno precedente.
Bisogna ricordare che per “famiglia consumatrice” viene intesa la componente della popolazione italiana più propensa al consumo, in particolar modo : operai, pensionati , lavoratori dipendenti in generale, impiegati e redditieri. Per la prima volta, secondo le rilevazioni effettuate dall’Istituto Nazionale di Statistica, dopo ben otto trimestri consecutivi di riscontri negativi, il potere d’acquisto delle famiglie, calcolato tenendo conto dell’inflazione quindi in misura reale,  ha fatto registrare una leggera ripresa nel primo trimestre di quest’anno. Infatti il valore misurato è stato dello 0,5% ma purtroppo rispetto al corrispondente periodo del 2012 ha subito un’inflessione netta del 2,4%.

Le famiglie quindi hanno reagito alla devastante crisi economica,che ha colpito in misura maggiore il nostro paese, riducendo in modo estremo i consumi e questa inflessione dei consumi, di rimando ha generato la tendenza generalizzata al risparmio, data la paura endemica per il continuo aumento del livello generale dei prezzi.

Il  trend però probabilmente sarà diverso già a partire dal prossimo anno, date le numerose azioni di politica economica nazionale ed europea con l’intento di incentivare i consumi delle famiglie. Infatti uno dei fattori che può contribuire ad aumentare il tasso generale della propensione al consumo è sicuramente l’azione da parte della Bce volta  a diminuire il Tasso ufficiale di sconto (il tasso a cui l’istituto “presta” denaro alle banche), che di conseguenza fa abbassare i tassi di interesse a deposito ed i tassi di interesse a credito; non a caso nel primo semestre di quest’anno la BCE ha deciso di abbassare ulteriormente il Tasso Ufficiale di Sconto,portandolo al livello dello 0,5%.

Non solo. L’ormai noto “spread”, ossia il differenziale tra il tasso di rendimento di un’obbligazione (per esempio i nostri Titoli di Stato) e quello di un altro titolo di riferimento( per esempio i Titoli di Stato Tedeschi), è rimasto abbastanza stabile e questo sicuramente ha contribuito ad infondere sicurezza e stabilità a tutta l’economia italiana. 
Non resta che aspettare i risvolti delle politiche monetarie e fiscali che verranno messe in campo nei prossimi sei mesi, perché potranno rappresentare la svolta di cui ha bisogno la nostra nazione per poter finalmente voltare pagina e lasciarsi alle spalle definitivamente la crisi economica, probabilmente, più devastante che il genere umano abbia mai conosciuto.

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