Le imprese del lusso crescono ma guadagnano di meno

di | 28 ottobre 2013 | economia | 0 commenti

sfilataCrescono le imprese internazionali della moda e del lusso quotate in borsa ma, a causa della crisi, il tasso di crescita è passato dal 13 del 2011 all’8 per cento del 2012. Il dato emerge dal Fashion and Luxury Insight, il rapporto annuale di Sda Bocconi e Altagamma che analizza i bilanci delle imprese internazionali quotate con fatturato superiore ai 200 milioni di euro.

La profittabilità dell’industria è ancora in crescita, evidenzia il rapporto, che quest’anno analizza un campione di 76 società dal fatturato complessivo di 348 miliardi di euro: il Roi medio balza al 15%, rispetto al 13,4% dell’anno precedente, mentre l’Ebit margin passa dall’11% del 2011 al 12,4%, facendo pensare che le imprese, in un momento di incertezza economica, dedichino risorse alla crescita solo per perseguire le opportunità con maggiori possibilità di profitto. E, infatti, il rapporto tra investimenti in attività caratteristica e ammortamenti scende di oltre sei punti al 146,9%.

Secondo Emilia Merlotti della Sda Bocconi (area Amministrazione, controllo, finanza aziendale e immobiliare), coautore del rapporto, “l’attenzione delle imprese per gli aspetti finanziari è confermata dall’aumento della generazione di cassa, che cresce dall’8,2% al 10,6% del fatturato, consentendo di ridurre la leva finanziaria, con un rapporto debito su capitale proprio di 0,39, un livello che non si vedeva più da prima della crisi”.

“Con un aumento del 5%, pari a quello del 2011, l’apertura di nuovi punti vendita prosegue, ma con moderazione – prosegue Paola Varacca Capello della Sda Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità), coautore del rapporto – le vendite al dettaglio sono aumentate più di quelle all’ingrosso, ma cominciano a esserci alcune eccezioni, come il segmento dell’abbigliamento. Inoltre, alcune delle imprese che hanno realizzato più nuove aperture sono tra quelle che hanno registrato una diminuzione delle vendite”. Il segmento Gioielli e orologeria è quello con le performance migliori dell’anno, con tassi di crescita e redditività degli investimenti al di sopra della media.

“La scomposizione dei risultati per area geografica – sostiene, a sua volta, Nicola Misani della Sda Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità), coautore del rapporto – indica che le imprese italiane del settore crescono più velocemente di quelle del resto del mondo, grazie ai risultati di imprese recentemente quotate come Brunello Cucinelli, Prada e Salvatore Ferragamo, ma soffrono di una minore profittabilità, con margini operativi sotto la media”.

Armando Branchini, vice presidente di Altagamma e coautore della ricerca, sottolinea che “la dimensione delle imprese resta un fattore cruciale nello spiegare i diversi livelli di profittabilità. Le imprese più grandi (vendite superiori ai 5 miliardi di euro) performano meglio in termini di ritorno degli investimenti e di margine Ebit, anche se il loro fatturato medio cresce meno di quelle delle imprese di medie dimensioni”.

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