Le famiglie tagliano i consumi e l’inflazione cala

di | 14 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

carrello vuotoGli italiani tagliano i consumi e l’inflazione rallenta, portandosi al minimo dal 2009. Nel 2013 l’indice dei prezzi al consumo medio annuo è stato pari all’1,2%, in netta decelerazione rispetto al 3% del 2012. Lo rileva l’Istat, confermando le stime preliminari diffuse a inizio gennaio.
Nella media del 2013, si sono riscontrate decelerazioni nella crescita dei prezzi per quasi tutte le divisioni di spesa. Le diminuzioni più marcate riguardano il settore dei trasporti (+1,2%, da +6,5% del 2012), dell’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,1%; era +7,1% il precedente anno), delle bevande alcoliche e tabacchi (+1,4%, da +5,9% del 2012), dei servizi sanitari e spese per la salute (+1,5%, da +4,3% del 2012) e dell’abbigliamento e calzature (+0,3%; era +2,2% nel 2012).
L’istruzione è l’unico settore per cui si rileva un’accelerazione (+2,5%, dal +2,3% del 2012). Si è accentuata sensibilmente la flessione in media d’anno dei prezzi delle comunicazioni (-5,1%, da -1,5% del precedente anno). A dicembre inoltre il prezzo del cosiddetto carrello della spesa, ossia l’insieme dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, ha subito un rincaro, salendo dello 0,5% rispetto a novembre e dell’1,2% su base annua, in accelerazione dal precedente 0,8%. Quest’ultimo è un dato preoccupante, visto il crollo della domanda interna.
L’andamento dell’inflazione è stato frenato dall’evoluzione dei prezzi del comparto energetico e, in particolare, della componente dei carburanti. Un rallentamento cominciato dall’ultimo trimestre del 2012 con tassi quasi costantemente negativi da aprile, segnando nella media del 2013 una flessione dell’1,6% (a fronte della crescita del 14,2% del 2012).
L’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva, entrato in vigore all’inizio di ottobre 2013, ha esercitato sull’inflazione un effetto parziale e modesto.
Per il Codacons la netta decelerazione “dipende da un crollo dei consumi senza precedenti, che ha riguardato anche beni di prima necessità come gli alimentari”. È quanto si legge in una nota dell’associazione di consumatori, che evidenzia, comunque, “come questa inflazione, nonostante sia il livello più basso dal 2009, tradotta in cifre, equivale, in termini di aumento del costo della vita, ad una stangata annua pari a 257 euro per un single, 345 euro per una famiglia di 2 persone, 419 per una famiglia tipo di tre persone e 462 per una di quattro componenti”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.