Lavoro, per i consumatori il governo ha fallito

di | 8 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

consumiPer creare nuovi posti di lavoro bisogna prima lasciare qualche soldo in tasca alle famiglie, che così potranno far ripartire la domanda interna. I consumatori esprimono preoccupazione per i dati diffusi oggi dall’Istat sull’occupazione e sottolineano che la crescita della disoccupazione (al 12,7% a novembre 2013 con la disoccupazione giovanile al 41,6%) dimostra il fallimento delle politiche del governo.
”Questi dati drammatici – afferma il Codacons in una nota – sono la triste dimostrazione che quanto fatto finora per aiutare le imprese, fin dal decreto Salva Italia, sotto forma di riduzioni di Irap, di aiuti alla crescita economica (Ace), di modifica dell’articolo 18 e delle regole del mercato del lavoro, di incentivi per assumere giovani, non sono serviti a nulla. Cosi’ come, purtroppo, non servirà a niente la riduzione del cuneo fiscale”.
Secondo il Codacons la soluzione dei problemi delle imprese ci sarà solo con la soluzione dei problemi delle famiglie costrette a ridurre al minimo i loro consumi. ”Non si può fare – si legge nella nota – il gioco delle tre carte con Imu e Tasi, non si può restituire l’Imu con la sinistra e riprendersi i soldi, attraverso la Tasi, con la mano destra.
La Federconsumatori e la Adusbef, invece, in una nota parlano di ”dati drammatici che lasciano percepire chiaramente la situazione di profonda e perdurante crisi che famiglie ed imprese vivono da tempo. Una vera e propria spirale depressiva, fatta di perdita del potere di acquisto, caduta dei consumi (-8,1% solo nel biennio 2012-2013), contrazione della produzione, chiusura di esercizi commerciali ed aziende, perdita del lavoro e aumento della cassa integrazione”. Vogliamo sentir parlare – dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – di rilancio e investimenti”.
“È fondamentale – concludono le due associazioni dei consumatori – attuare con urgenza gli annunciati tagli agli sprechi, alle inefficienze, ai privilegi, nonché attivare una vera ed intensa lotta all’evasione fiscale ed una riduzione della tassazione a partire dal reddito fisso di pensionati e lavoratori dipendenti”.

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