Lavoro, oltre la metà degli italiani segue corsi di formazione

di | 2 dicembre 2013 | lavoro | 0 commenti

formazioneIl lavoro non c’è, ma la buona volontà di essere competitivi non manca. Infatti oltre la metà degli italiani nel 2012 ha dichiarato di aver effettuato almeno un’attività di formazione nei 12 mesi precedenti l’intervista. Lo rileva l’Istat, che fa riferimento al 51,5% delle persone di 18-74 anni. Rispetto all’indagine precedente, condotta nel 2006, secondo l’Istat “tale partecipazione risulta cresciuta di circa cinque punti percentuali (era il 45,7%)”. La partecipazione “è maggiore per gli uomini (54%) rispetto alle donne (49,1%), e più frequente tra i laureati (80,5%) rispetto alle persone con licenza elementare (17,6%). Tra gli occupati, la quota maggiore di adulti impegnati in attività formative si registra tra le posizioni lavorative più elevate: è pari al 79,7% tra i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti, mentre è il 52,9% tra gli operai e il 37,4% tra chi svolge professioni non qualificate”.
A livello territoriale emerge che nel Nord-est partecipa ad attività di formazione “il 59,3% degli individui, nel Centro il 56%, nel Nord-ovest il 52,5%, mentre nel Sud e nelle Isole si registra il livello più basso di partecipazione con il 43,7%. Rispetto al 2006 l’aumento più consistente si registra nelle regioni del Centro Italia”. I corsi del sistema d’istruzione “formale”, volti al conseguimento di titoli riconosciuti dal sistema nazionale delle qualificazioni, “sono seguiti dal 5,8% degli individui”. E ancora: “I corsi di formazione ‘non formale’ (che non permettono di acquisire un titolo di studio) sono seguiti dal 31,4% delle persone di 18-74 anni, percentuale quasi raddoppiata rispetto al 2006, quando era del 18,1%”. Dato preoccupante è quello dela quota degli “esclusi”, vale a dire coloro che, pur desiderandolo, non hanno potuto frequentare alcun corso di studio o di formazione, che si attesta al 25,4%. Gli impegni familiari (44,3%) e il costo dei corsi (43,4%) sono i principali motivi della mancata partecipazione. Tra le donne, “l’ostacolo principale alla mancata partecipazione e’ rappresentato dagli impegni familiari (il 53,6% contro il 31% dichiarato dagli uomini) mentre gli uomini, oltre i costi, segnalano gli impegni lavorativi (il 38,3% a fronte del 18,5% dichiarato dalle donne).
Ultimo dato, anche questo preoccupante: l’offerta di corsi di formazione e7o di studio è ritenuta insufficiente e inadeguata da chi risiede nel Mezzogiorno.

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