Lavoro, Italia deferita alla Corte Ue per l’orario dei medici

di | 20 febbraio 2014 | lavoro | 0 commenti

medici-ospedalieriLa Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per non aver applicato correttamente la direttiva comunitaria sull’orario di lavoro ai medici operanti nel servizio sanitario pubblico. Attualmente, secondo le motivazioni della Commissione, la normativa italiana “priva questi medici del loro diritto a un limite nell’orario lavorativo settimanale e a un minimo di periodi di riposo giornalieri”.

Nella normativa italiana, secondo la Commissione, “diversi dei diritti fondamentali” contenuti nella direttiva sull’orario di lavoro, come il limite di 48 ore stabilito per l’orario lavorativo settimanale medio e il diritto a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive, “non si applicano ai dirigenti attivi nel servizio sanitario nazionale”.

La direttiva non consente agli Stati membri di escludere “i dirigenti o le altre persone aventi potere di decisione autonomo” dal godimento di tali diritti. Tuttavia, i medici attivi nel servizio sanitario pubblico italiano sono formalmente classificati quali ‘dirigenti’, senza necessariamente godere delle prerogative o dell’autonomia dirigenziali durante il loro orario di lavoro.

Inoltre, la normative italiana contiene altre disposizioni e regole che escludono i lavoratori del servizio sanitario nazionale dal diritto di riposo giornaliero e settimanale minimo. Dopo aver ricevuto diverse denunce, la Commissione ha inviato nel maggio 2013 all’Italia un parere motivato, in cui veniva chiesto di adottare le misure necessarie per assicurare che la legislazione nazionale rispettasse la direttiva.

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