Lavoro femminile, in Calabria protocollo d’intesa per contrastare la discriminazione di genere

di | 3 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Lavoro femminile, in Calabria protocollo d’intesa per contrastare la discriminazione di genere

Giovanna-CusumanoContrastare la discriminazione di genere e le irregolarità nei rapporti di lavoro. È questo l’obiettivo di un protocollo d’intesa siglato in Consiglio regionale (presente il presidente della Giunta Giuseppe Scopelliti), dal coordinatore generale dell’iniziativa, nonchè presidente della Commissione per l’emersione non regolare, Benedetto Di Iacovo e dall’avvocato Giovanna Cusumano (nella foto), alla guida della Commissione regionale per le Pari Opportunità.

“Il documento – spiega Giovanna Cusumano – è il primo di tre importanti intese sulla Legalità previste nell’ambito del progetto “Lavori Regolari” finanziato con fondi POR 2007/2013 dal Dipartimento 10 – Lavoro. La Regione Calabria intende quindi promuovere e favorire la regolarità nei rapporti di lavoro, ancorché rimuovere ogni forma discriminatoria mediante la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna”.

“Una delle priorità del protocollo – continua – è quella di promuovere azioni comuni e proposte progettuali mirate alla promozione ed al consolidamento delle politiche di regolarità e legalità nel Mercato del lavoro (che è la vera mission del progetto), e per le pari opportunità con attenzione alla condizione dell’occupazione femminile”.

“A questo proposito – rilancia la presidente – gli agenti e gli esperti impegnati nel progetto coordinato da Benedetto Di Iacovo si recheranno presso le imprese calabresi (circa 5.000 sulle 15.000 totali interessate), che hanno aderito con apposita manifestazione d’interesse, per un’azione di tutoraggio e sensibilizzazione. Altri specifici ed importanti punti fissati dall’intesa sono lo sviluppo di interventi per la coesione e l’integrazione sociale; favorire la conciliazione tra tempi di vita, di lavoro e di cura, soprattutto per le donne lavoratrici; promuovere le pari opportunità accrescendo la qualità della condizioni lavorativa delle donne migranti; promuovere progetti ed interventi intesi ad espandere l’accesso al lavoro e di progressione professionale delle donne eliminando gli ostacoli che di fatto all’interno delle aziende impediscono il pieno sviluppo della professionalità femminile”.

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