Lavoro, banco di prova per il governo. Le richieste della Cisl

di | 5 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

lavoroAl via il tavolo con i sindacati, a partire da ieri, del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, in vista della messa a punto del Jobs act.
Sulle misure per l’occupazione, la riforma del mercato occupazionale, e la copertura degli ammortizzatori sociali si gioca una partita importante per il governo Renzi. Dopo l’incontro con i rappresentanti della Cgil guidati dal segretario generale Susanna Camusso e il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, oggi è stata la volta della Cisl con Raffaele Bonanni, domani toccherà alla Uil e poi all’Ugl.
Quanto alle prospettive che si realizzino entro questo mese le riforme annunciate dal premier Matteo Renzi, Bonanni ha risposto: “spero che la prima operazione in assoluto che faccia il governo è tagliare le tasse a lavoratori e pensionati per rilanciare i consumi. È l’unica possibilità che abbiamo. Abbiamo un solo colpo: ridurre le tasse, e su questo riscontriamo un consenso veramente importante”.
Bisogna estendere gli ammortizzatori sociali all’area del lavoro ‘non standard’ e i “committenti devono farsi carico del contributo come fanno le imprese”. Questo è stato fatto presente da Bonanni a Poletti. “Al ministro ho detto che in una situazione di crisi stravolgere il sistema è pericoloso, ma bisogna migliorarlo sapendo che abbiamo piu’ persone da tutelare e meno risorse. “Abbiamo i Co.Co. Pro. e Co.co.co. della Pa, le partite Iva, gli associati in partecipazione; è giusto estendere il sistema ma ci vuole qualcuno che paga per loro”.
Secondo Bonanni, “migliorare il sistema è un imperativo” e per questo bisogna prevedere dei meccanismi di penalizzazione per chi si rifiuta di fare formazione. La formazione deve essere quindi considerata obbligatoria, “pena la perdita dell’indennità. “Noi siamo per mantenere la cassa integrazione in deroga – ha spiegato – anche se pensiamo che vada rivista nel funzionamento, obbligando alla formazione pena la perdita dell’indennità”.

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