L’Anm difende l’indipendenza dei pm, ma la riforma serve

di | 5 dicembre 2013 | società | 0 commenti

giudiceL’Anm difende il principio della indipendenza del pubblico ministero. “La separazione delle carriere nella giustizia – afferma il presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati), Rodolfo Maria Sabelli, in occasione di un incontro della Giunta a Catania con i magistrati impegnati in inchieste sugli sbarchi di immigrati in Sicilia – esiste in altri Paesi, ma non per questo si possono innestare soluzioni straniere nel nostro sistema, in maniera automatica, perché rischia di diventare l’anticamera del controllo esterno sull’esercizio dell’azione penale”.

“Lo dico senza alcuna forma di pregiudizio – ha aggiunto – perché di fatto poi si finisce di parlare di revisione dei poteri del pubblico ministero e di un intervento sul principio dell’obbligatorietà dell’azione penale con l’introduzione dei principi di discrezionalità”. Secondo il presidente dell’Anm, “tutto questo costruirebbe una giurisdizione completamente diversa da quella che conosciamo: ovvero meno indipendente e meno autonoma”.
Se, in linea di principio, la tesi sostenuta dal dottor Sabelli è fondata, analizzando più da vicino la realtà concreta non possiamo non notare le “storture” di un sistema che si mostra forte con i deboli e debole con i forti e nel quale, troppo spesso, si verificano delle forzature, specie nell’ambito delle misure cautelari.

Una riforma della giustizia, a nostro sommesso avviso, è necessaria e non più rinviabile: occorre, in particolare, rivedere gli equilibri tra accusa e difesa, cercando di raggiungere una parità che, al momento, è di là da venire, ridisegnare compiti e funzioni dell’ufficio del pubblico ministero, separare le carriere, attribuire un maggiore margine di manovra agli agenti ed agli ufficiali della polizia giudiziaria. Il tutto senza nessun intento di vendetta, ma nello spirito della cooperazione che dovrebbe contraddistinguere tutti coloro che fanno parte di quel complesso ma fondamentale ingranaggio che è la giustizia. La rivendicazione dell’indipendenza dei giudici ha senso solo se l’ordinamento offre gli strumenti necessari per impedire che si trasformi in abuso (“Togli il diritto – e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?”, Benedetto XVI, Discorso al Parlamento tedesco)

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.